Auto in fiamme: «Non fu incendio doloso»

6 Ottobre 2016

Tagliacozzo, l’esito di una perizia della Procura dopo il rogo ai 3 veicoli dell’ex sindaco Di Marco Testa

TAGLIACOZZO. Non sarebbe stato doloso l’incendio delle tre auto dell’ex sindaco di Tagliacozzo, Maurizio Marco Testa. Il rogo, invece, avrebbe cause accidentali. Lo sostiene il perito nominato dal sostituto procuratore della Repubblica, Roberto Savelli, che ha rimesso la perizia al magistrato. Era la notte del 12 gennaio scorso quando le fiamme distrussero le tre autovetture di proprietà dell’ex sindaco. Le auto – una Mini Cooper, un’Alfa e una Fiat 500 – erano parcheggiate sotto la sua abitazione, in via Vittorio Veneto, nei pressi della stazione ferroviaria; le fiamme le avevano avvolte tutte e tre distruggendole completamente. I carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, coordinati dal capitano Edoardo Commandè, avviarono le indagini senza escludere alcuna ipotesi. Il perito del pm, dopo gli accertamenti eseguiti, in pratica, esclude che qualcuno abbia appiccato volontariamente le fiamme alle auto, poiché non si sarebbero evidenziate tracce di dolosità. Il fatto, all’epoca, aveva destato molto scalpore non solo tra i cittadini di Tagliacozzo, che avevano manifestato grande solidarietà a Marco Testa con molte iniziative di piazza, ma anche tra molti esponenti politici del comprensorio marsicano e della regione. L’accaduto fu anche oggetto di un’interrogazione parlamentare presentata al ministro dell’interno, Angelino Alfano, dal deputato di Sinistra Italiana, Gianni Melilla. Nell’interrogazione il parlamentare, faceva riferimento alla situazione del Comune che all’epoca era «interessato da mesi da un’indagine della Procura di Avezzano, scaturita da esposti rimasti ancora anonimi»; indagine che portò all’arresto del sindaco e di altri rappresentanti dell’amministrazione comunale). Alla luce della perizia il sostituto Savelli ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l’archiviazione del procedimento.

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