Auto o zona pedonale, il grande dilemma

7 Luglio 2019

I sostenitori dell’isola: «Va ampliata per scoprire il vivere lento». Gli oppositori: «Incroci aperti, commercio allo stremo» 

AVEZZANO. Operai al lavoro, anche ieri, per fissare le ultime lastre della nuova pavimentazione nell’area dell’incrocio dell’isola pedonale, lato via Marconi, dove l’apertura a pedoni e bici slitta alla fine della settimana, salvo complicazioni (era inizialmente prevista per martedì).
In città, intanto, anche se la soluzione per il rilancio del commercio del centro è decisamente più complessa, impazza il toto-incroci: riaperti o chiusi per sempre? Per Massimo Coccia, direttore artistico di Harmonia Novissima, «più che riaprire i due incroci, andrebbe concepita un’isola più ampia, opportunamente attrezzata e arredata al meglio per rafforzare l’appeal del centro e dare nuova linfa vitale alle attività commerciali».
Stop alle auto in centro anche per Laura Saladino, presidente dell’Archeoclub. «L’area dell’isola pedonale», sostiene Saladino, «va lasciata chiusa alle auto: una città civile amplia le zone a traffico limitato e incrementa i posteggi non a pagamento nelle aree limitrofe. Va diffusa la cultura delle aree pedonali: nel nord Italia, dove fa molto più freddo di Avezzano, ci sono isole pedonali da tutte le parti, quindi si possono fare anche qui con l’ampliamento delle piste ciclabili per collegare il centro con le periferie».
Paola Falcionelli, architetto, vede nello stop al traffico in centro, quindi agli incroci, la vittoria del «vivere lento. Penso che la chiusura al traffico delle aree limitrofe alla piazza Risorgimento riqualificata e piacevole da fruire», sottolinea, «sia un processo che, con buona pace dei detrattori, va incontro ai nuovi bisogni della residenzialità, del vivere lento, del riappropriarsi delle piazze come luogo dell’incontro e del vivere civile». Lorenzo Angelone, presidente di Confartigianato, «favorevole alla chiusura degli incroci, anche per salvaguardare la nuova pavimentazione dell’intera piazza Risorgimento, molto più bella e frequentata», sprona i commercianti ad «abbellire l’esterno delle attività per renderle confacenti a una piazza così importante e di pregio». Chiude il cerchio dei pro-chiusura degli incroci l’ex assessore, Crescenzo Presutti, convinto che «la stragrande maggioranza degli avezzanesi sia per lasciare l’isola così com’è ora, poiché con il passaggio della auto agli incroci la pavimentazione verrebbe deturpata».
Sul fronte opposto numerosi commercianti del centro, mentre il presidente di Confcommercio, Giuliano Montaldi, convinto che l’attuale modello di isola e, di conseguenza, di viabilità in centro, non funziona, spinge per alzare l’asticella del confronto, passando dalla contrapposizione a un «ragionamento più approfondito, con degli urbanisti di alto livello, mirato a una pianificazione ad ampio raggio, sia sul futuro del centro che sull’individuazione di una vera isola pedonale, che potrebbe trovare una collocazione ideale nell’area dell’ex complesso Arssa, piazza Torlonia, ex Onmi e castello Orsini».
Per il presidente del Consorzio commercianti centro, Gianni Napoleone, invece, «gli incroci ai lati dell’isola pedonale vanno riaperti al transito delle auto come da programma, visto che per la pavimentazione sono state usate lastre carrabili». Incroci da riaprire al più presto anche per Giuliana Di Pasquale, della Torrefazione Stella. «Dopo due anni di sofferenze dovute ai cantieri in centro», sottolinea Di Pasquale, «che hanno fatto registrare un crollo degli introiti attorno al 50%, è tempo di riaprire. Gli operatori sono allo stremo, se continua così non c’è futuro».
Maria Paola Lombardo, Profumeria Iride, accende i riflettori su altri aspetti “negativi” degli interventi in centro. «Prima di fare un’isola pedonale», dice, «occorrono le infrastrutture, ma qui hanno tolto già centinaia di parcheggi, quindi quegli incroci vanno riaperti, mentre le nuove panchine non sono adatte a nonne e bambini».
Incroci da riaprire anche per l’ex assessore Leonardo Casciere: «Quei lavori sono stati eseguiti tenendo presente la possibilità di transito delle vetture».
Carlo Rossi (Confesercenti) non fa scelte di campo «poiché», dice, «questo è solo un pezzo di un discorso: per affrontare la questione occorre un vero progetto di isola pedonale completo di tutti gli aspetti per valorizzare e animare il centro, altrimenti è inutile».
Michela Bartolucci della Libreria Ubik, che sarebbe favorita dal passeggio, teme per la stagione invernale: «L’ideale», chiosa, «sarebbe una chiusura limitata alla bella stagione con la possibilità di restare aperti fino a tardi».
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