Autovelox di Bussi Federico si appella alle Istituzioni

NAVELLI. «Le norme vanno rispettate sempre, figuriamoci quelle del Codice stradale, ma sull’autovelox di Bussi è necessario procedere con cautela». Il sindaco di Navelli e commissario della Comunità...
NAVELLI. «Le norme vanno rispettate sempre, figuriamoci quelle del Codice stradale, ma sull’autovelox di Bussi è necessario procedere con cautela». Il sindaco di Navelli e commissario della Comunità montana dell’Aquila, Paolo Federico, interviene su quello che è diventato un enorme problema per tanti aquilani diretti sulla costa e costretti a transitare sulla Ss 17 dove, all’altezza di Bussi, c’è il famigerato autovelox killer, che sta mietendo migliaia di vittime, con multe e decurtazione di punti: ne avrebbe scattate oltre 30mila – secondo quanto riferisce Federico – in pochi mesi, per un ammontare di 4 milioni di euro circa, finiti nelle casse del Comune della Val Pescara.
«Ricevo in continuazione residenti della zona dell’Aquiliano», continua Federico, «disperati perché hanno preso multe a raffica mentre si spostavano per andare a curarsi, lavorare, o altro e procedevano a velocità di poco sopra il limite consentito di 70 km/h».
«Non è certo mia intenzione fare polemiche o entrare nel merito della decisione presa dal sindaco di Bussi di installare l’autovelox. Probabilmente», aggiunge Paolo Federico, «le sue motivazioni sono nate dalla pericolosità della strada e per evitare incidenti, ma chiedo ai vertici politici della Regione, al presidente Marco Marsilio, ai rappresentanti delle Provincie dell’Aquila, Angelo Caruso, e Pescara, Antonio Zaffiri, e ai prefetti dei due comprensori, Cinzia Teresa Torraco e Gerardina Basilicata, di mettersi seduti attorno a un tavolo e fare in modo di trovare delle soluzioni. Anche perché, stando a molte testimonianze, l’autovelox sarebbe stato coperto per diverso tempo alla vista degli automobilisti. Intanto sono stati accolti i primi ricorsi».

