Aveva molti amici ad Avezzano e all’Aquila

14 Maggio 2016

Il ricordo di chi la conosceva: «Era anche un’artista, una giovane sensibile che trasmetteva calore»

BORGOROSE. «Era una ragazza brillante, straordinariamente sensibile e buona. Intratteneva i bambini disabili del paese, voleva bene a tutti e con la sua stravaganza sapeva lasciare un segno». Emanuela Barbonetti è la moglie di un cugino di Luca, il fidanzato di Mariangela Mancini, e a stento riesce a credere a quello che è accaduto. La donna trovata morta, insieme al suo ragazzo, aveva gestito un bar a Corvaro. La 33enne già ai tempi delle scuole medie frequentava la Marsica e spesso si allontanava da Borgorose per incontrare gli amici di Magliano e Avezzano. Quasi tutte le frazioni di Borgorose, anche se nel Reatino, gravitano maggiormente nell’Aquilano. La donna spesso frequentava anche L’Aquila e i paesi limitrofi. Aveva studiato a Roma, si era laureata e aveva anche studiato all’estero. Sulla sua bacheca Facebook, ieri, per tutta la giornata, sono stati lasciati messaggi di addio, insieme a tante immagini colorate in cui la giovane era sorridente e felice.

«Andava spesso ad Avezzano e per questo le ricerche da subito si sono concentrate anche nella Marsica, abbiamo pensato che potesse essersi allontanata per acquistare qualcosa», continua Barbonetti, «amava lavorare il legno, la pietra, era un’artista. Era sempre una gioia vederla e stare in sua compagna. Quando mi incontrava mi abbracciava sempre, sapeva trasmettere calore».

Con Barbonetti, Mancini praticava il Reiki, una tecnica di origine giapponese, naturale, che mira al riequilibrio psichico e fisico attraverso l’utilizzo delle proprie mani. Su Facebook, anche nel gruppo “Reiki a Corvaro” in tanti hanno lasciato un ultimo saluto per la 33enne scomparsa. Quando la madre della giovane si è presentata dai carabinieri ha dichiarato che la figlia aveva qualche problema di salute. «Non ne sapevo nulla», continua Barbonetti, «so solo che Mariangela era particolarmente sensibile. Era una gioia vederla sorridere, non la dimenticheremo mai».

Ieri, il sindaco di Borgorose, Mariano Calisse, si è tenuto in stretto contatto con le forze dell’ordine per cercare di capire che cosa fosse accaduto alla 33enne. Le forze dell’ordine però mantengono ancora il massimo riserbo sulle indagini. (m.t.)

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