Avezzano: addio al maestro Domenico Colantoni

6 Marzo 2018

È morto il pittore amico di Moravia e De Chirico. I suoi quadri sono esposti in tutto il mondo. La salma al Castello Orsini

AVEZZANO. Se n’è andato lasciando dietro di sé i colori dell’arte, le sfumature del talento. Pennellate di pura eccellenza. Si è spento  Domenico Colantoni, il pittore “dall’esilio di Paterno”, come da sua stessa autodefinizione. È stato sconfitto da una grave malattia che aveva affrontato per alcuni anni con la forza di un leone.
Se n’è andato qualche settimana dopo la chiusura dell’ultima mostra, “Il Colantoni marsicano”, che ha riscosso unanimi consensi, compreso l’apprezzamento di Vittorio Sgarbi, che l’ha visitata nel periodo natalizio. Il figlio David, come da richiesta del padre, ha voluto vestirlo con gli abiti da pittore, quelli che lo hanno accompagnato per una vita. La cerimonia funebre, con rito civile, si svolge domani (mercoledì): la salma è esposta dalle 10,30 alle 11,30 nel Castello Orsini, poi viene accompagnata al cimitero.
Domenico Colantoni nasce a Paterno, frazione di Avezzano, nel 1938 e, subito dopo gli studi di arte grafica a Urbino, inizia a viaggiare e a confrontarsi con altre realtà.
Nel 1976 espone a Roma alla mostra Ca' d'Oro dove viene notato dalla critica per le sue opere. Inizia a vivere nella capitale e a dedicarsi non solo alla pittura ma anche al cinema. Diventa amico di Alberto Moravia e di Giorgio De Chirico e realizza delle opere per il regista Robert Altman e la moglie. Espone e vende in tutto il mondo i suoi dipinti, esposti ancora oggi in diverse gallerie europee. Molto successo riscuotono le sue grandi nature morte per le quali viene considerato un vero maestro del genere. Di grande importanza una pubblicazione di 450 pagine (Bompiani) e redatta da Alessandra Grandelis dal titolo “Non so perché non ho fatto il pittore”, che contiene tutti gli scritti d'arte di Moravia dal 1934 al 1990 e illustra il fecondo rapporto che Moravia ebbe con gli artisti e con l'arte. Nel volume, a Domenico Colantoni sono dedicati due ampi scritti di Moravia. Oltre alla pubblicazione di Bompiani un'altra pubblicazione chiama direttamente in causa Colantoni, ed è il libro autobiografico del poeta Elio Pecora – “Il libro degli amici” Neri Pozza editore – esponente di quella cerchia di intellettuali e artisti che si frequentò nella Roma degli anni Settanta e Otttanta, insieme a Pasolini, Moravia, Morante, Calvino, Colantoni, De Chirico e tanti altri.
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