Avezzano, avvocato derubato della toga in tribunale

22 Gennaio 2015

La denuncia di un legale molisano impegnato in un processo. Lo sfogo su Facebook: una vergogna

AVEZZANO. Gli rubano la toga durante il processo ed è costretto a presentarsi davanti al giudice e a tenere l’udienza con gli indumenti personali. È accaduto ieri al tribunale di Avezzano e sul caso è stata presentata una denuncia durante la stessa udienza. Infatti prima del processo il legale derubato ha protestato per l’accaduto cercando insieme al personale degli uffici giudiziari e alle forze dell’ordine la sua toga, ma non c’è stato nulla da fare.

Era in corso un processo per omicidio colposo per un incidente stradale, un tamponamento. Si era da poco tenuta un’altra udienza. Prima di cominciare, però, i legali delle parti si sono avvicinati per prendere posto. La stessa cosa ha fatto l’avvocato Luigi Morgillo, del Foro di Isernia, arrivato in trasferta ad Avezzano per difendere il proprio assistito. È andato alla sedia dove aveva posato borsa e toga, ma si è accorto che mancava qualcosa. Ha cercato in giro e alla fine ha dovuto accettare l’evidenza: la toga era stata rubata.

Anche gli altri legali si sono avvicinati e insieme hanno iniziato a cercare, senza nessun risultato. A quel punto è entrato il giudice Stefano Venturini a cui l’avvocato molisano ha raccontato quello che era accaduto. Il giudice ha quindi fatto verbalizzare la denuncia dell’avvocato visto che era diventata, oramai, una notizia di reato. Così i lavori sono proseguiti e alla fine il processo è stato rinviato e l’udienza è stata aggiornata. Anche se l’obbligo di indossare la toga nelle udienze dibattimentali è previsto dal Regio decreto del lontano 1926 tuttora in vigore, il legale ha dovuto necessariamente partecipare ai lavori con abiti casual.

Oltre che per il valore economico della toga, che può arrivare a costare anche 500 euro, il rammarico è soprattutto affettivo. «Esimio avvocato», è sbottato su Facebook il legale, «per me dovresti essere solo radiato dall’albo. Vergognati! Mi hai rubato la toga, un regalo di mia madre di 98 anni. Mi vergogno che esistano colleghi come te». (p.g.)

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