Avezzano, esce dal carcere e dà fuoco e sfregia al viso un testimone

La vittima della vendetta è salvo per miracolo: è riuscito a tofliersi il giubbino in fiamme prima che fosse troppo tardi
AVEZZANO. Esce dal carcere e va a casa dell'uomo che aveva testimoniato contro di lui sfregiandolo al volto e dandogli fuoco. Ora è accusato di aggressione mentre il testimone è ricoverato in ospedale, ma è salvo per miracolo. È riuscito infatti a togliersi il giubbino in fiamme prima che fosse troppo tardi.
Il piano di vendetta è stato portato a termine da M.M., 30 anni, che era finito in carcere con l'accusa di aver aggredito e rapinato una prostituta. Determinante era stata la testimonianza dell'altro marocchino che aveva così incastrato il 30enne che in queste settimane di carcere ha covato rancore e desiderio di vendetta. Così una volta libero si è recato all'abitazione del giovane testimone e lo ha prima sfregiato con un bicchiere di vetro rotto e poi lo ha cosparso di benzina, dandogli fuoco. Lui si è tolto subito la giacca per evitare che le fiamme avvolgessero il suo corpo poi ha chiesto l'intervento dei soccorsi.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della caserma di Avezzano che hanno avviato le indagini e denunciato l'aggressore, difeso dagli avvocati Luca e Pasquale Motta. Il ferito, assistito dal legale Mario Del Pretaro, non è in pericolo di vita.

