Avezzano, i rapinatori del tabacchino puntano la pistola contro un bambino

Due banditi armati si fanno consegnare i soldi dell’incasso dalle due titolari terrorizzate e fuggono in auto
AVEZZANO. Pronti a tutto, freddamente determinati pur di riuscire nella rapina. Non hanno esitato a puntare la canna della pistola sulla testa di un bambino per convincere le due titolari della tabaccheria a consegnare l’intero incasso della giornata.
Due banditi, entrambi armati di pistola e con i tratti somatici nascosti da passamontagna, ieri sera, hanno fatto irruzione nella tabaccheria della famiglia Fasciani, in via America, ad Avezzano, poco prima della chiusura.
Con violenza hanno spalancato la vetrina d’ingresso. Poche decise parole di minaccia nei confronti delle persone che si trovavano in tabaccheria. Per far capire che non avevano alcuna voglia di perdere tempo hanno puntato l’arma contro il figlio di un cliente, un bambino di poco più di dieci anni.
Terrorizzate le due donne non hanno indugiato: hanno aperto la cassa e hanno consegnato tutto il contenuto ai malviventi che sono velocemente usciti. Il tutto è avvenuto in un paio di minuti. I due banditi sarebbero fuggiti a bordo di un’auto, una Lancia Y, che è rimasta, con il motore acceso, ad attenderli fuori della tabaccheria, probabilmente guidata da un complice.
Secondo le prime testimonianze – rese agli agenti del commissariato di Avezzano intervenuti sul posto – i due parlavano italiano: uno dei due aveva inflessioni meridionali, mentre l’altro parlava con accento romanesco.
Con ogni probabilità la loro autovettura ha preso la direzione della superstrada del Liri, distante solo un paio di chilometri dal luogo della rapina. Solo un mese fa la stessa tabaccheria aveva subìto un furto.
In quella circostanza l’unico malvivente si era impossessato di una sessantina di biglietti del “Gratta e vinci” che si trovavano esposti sul bancone dileguandosi poi a piedi nelle strade circostanti.
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