Avezzano, lesioni al cervello: ginecologo assolto

Per i giudici il primario Giuseppe Ruggeri è senza colpe: niente maxi risarcimento da 4 milioni ai genitori del bambino
AVEZZANO. È stato assolto dal tribunale di Avezzano dall’accusa di lesioni personali colpose aggravate. Si tratta del medico Giuseppe Ruggeri, primario del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Avezzano, che nel 2010 era finito sotto processo in seguito alla denuncia-querela presentata dai genitori del bebè, venuto al mondo in asfissia neonatale. La patologia diagnosticatagli è stata: cerebropatia. Se fosse stato riconosciuto responsabile delle gravissime lesioni cerebrali irreversibili, verificatesi al momento del parto per il piccolo, avrebbe dovuto risarcire i genitori con 4 milioni. Il medico era stato accusato di aver eseguito le operazioni sanitarie con negligenza e imprudenza. In particolare, secondo l’accusa, il sanitario – che aveva seguito la madre del neonato per tutto il periodo della gestazione – avrebbe omesso di monitorare le condizioni del feto nella fase prenatale e durante il parto. Nella denuncia presentata alla procura della Repubblica i genitori avevano descritto i giorni successivi al parto, quando il piccolo era stato prima trasportato all’ospedale di Pescara e successivamente al Bambin Gesù di Roma. Il responso sempre lo stesso, drammatico: danni cerebrali irreversibili. La madre, per le gravissime condizioni del figlioletto, era caduta in un forte stato depressivo. Durante tutto il periodo di gestazione il feto, secondo quanto riportato nella denuncia dai genitori, non aveva mai accusato alcun tipo di problema. L’accusa, poi, aveva contestato al medico il fatto che avesse provocato meccanicamente la rottura del sacco amniotico della gestante anziché indurre il parto con la somministrazione di specifici farmaci. La battaglia legale (il medico è stato difeso dagli avvocati Mario Babbo e Valerio Alfonsi) è durata sei anni a colpi di perizie e controperizie. Alla fine i giudici si sono convinti della regolarità delle procedure sanitarie seguite, assolvendo il medico.
Dario Pallotta
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