Avezzano, non paga l'Iva perchè l'azienda è in crisi, imprenditore assolto

14 Maggio 2015

Il titolare dal 2007 al 2009 aveva fatturato 7 milioni di euro a enti e privati, senza però riuscire ad incassare i soldi. Dopo aver ipotecato beni di proprietà per pagare lo stipendio ai dipendenti e dimostrato di non essere in grado di pagare 600 mila euro di Iva e ritenute, il giudice ha stabilito che non ha commesso reato

AVEZZANO. L'omesso versamento dell'Iva e delle ritenute - per oltre 600 mila euro -, perché l'azienda è in crisi e in condizioni di oggettiva impossibilità a pagare le imposte, non costituisce reato: lo ha sentenziato il giudice del tribunale di Avezzano, Stefano Venturini, nel processo a carico di un imprenditore del settore dei trasporti che ha dimostrato al giudice di non avere i soldi per pagare le tasse. Nel periodo tra il 2007 e il 2009 l'imprenditore aveva fatturato sette milioni di euro di forniture effettuate ad enti pubblici e privati, senza però riuscire ad incassare i soldi a causa delle condizioni di crisi che hanno investito il Paese; oltretutto, un carico importante, destinato a raggiungere la Libia, era stato bloccato per questioni di Stato. Per far fronte al pagamento degli stipendi di 140 operai l'uomo aveva deciso di ipotecare anche i beni di proprietà. In seguito ad accertamenti, conseguenti alla richiesta di ammissione al concordato preventivo, il fisco aveva scoperto l'irregolarità in merito al versamento di obblighi tributari denunciando l'uomo all'autorità giudiziaria per evasione fiscale. Il legale dell'imprenditore, avvocato Franco Colucci, dopo aver presentato prove documentali e dichiarative, ha fatto leva sul principio di inesigibilità, convincendo il giudice ad assolvere l'uomo.