Avezzano, scuola al gelo, protestano gli studenti

10 Gennaio 2017

Corteo dell'istituto Benedetto Croce fino al Comune per contestare preside e Provincia dopo le assicurazioni andate a vuoto

AVEZZANO. Scuola al freddo e studenti in sciopero. Gli studenti dell'Istituto psicopedagogico Benedetto Croce di Avezzano questa volta si sono rifiutati di entrare in aule che sono come celle-frigorifere. E stamattina è scattata la mobilitazione e il corteo per le vie della città, fino alla protesta davanti al Comune per chiedere un incontro con la Provincia. Si tratta di uno sciopero annunciato quello dell'istituto psicopedagogico Croce. Ieri la scuola era a temperature polari, ma per oggi avevano ricevuto rassicurazioni dalla preside Rossella Rodorigo che, piuttosto, si era lamentata dell'abbigliamento degli studenti, invitando i ragazzi "a vestirsi in modo adeguato a questo periodo dell'anno e non con i pantaloni strappati". Aveva annunciato che i tecnici della Provincia si erano attivati assicurando il perfetto funzionamento dell'impianto e il raggiungimento di temperature adeguate. A quanto pare, però, secondo gli studenti, ciò non è avvenuto. Questa mattina l'ambiente non era dei migliori e il caldo era solo un lontano miraggio. Le aule erano fredde, alcune freddissime. Così gli studenti, dopo aver verificato, hanno scioperato e si sono rifiutati di entrare perché a loro dire questa criticità va avanti da tempo, anche se ora si è acutizzata a causa delle temperature a picco. "L'ufficio della preside è caldo e anche quelli degli impiegati", protestano gli studenti, "ma loro pretendono che noi entriamo lo stesso. Quando anche le nostre classi saranno calde come le loro stanze allora rientreremo". Oltre allo sciopero è scattata una manifestazione e di protesta con un corteo fino a Piazza Matteotti e poi davanti al Comune. Non mancano slogan con accuse alla Provincia e alla scuola per quello che sta accadendo. Lo sciopero potrebbe andare avanti a oltranza e quindi potrebbe essere ripetuto anche nei prossimi giorni finché la scuola non sarà calda. I ragazzi chiedono un incontro con la Provincia per capire quale è il problema.
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