Avezzano, è il nipote l'erede universale di monsignor Di Iorio

Con sentenza pubblicata venerdì scorso, il tribunale civile di Avezzano ha riconosciuto il professor Ferdinando di Iorio quale erede universale del compianto parroco della Madonna del Passo
AVEZZANO. E' l'ex rettore dell'Università dell'Aquila Ferdinando di Iorio l'erede universale dello zio monsignor Giuseppe di Iorio, l'indimenticato parroco della chiesa di Madonna del Passo. Lo ha stabilito il Tribunale Civile di Avezzano, con sentenza pubblicata venerdì scorso, dopo alcuni anni di accurata istruttoria.
La vicenda aveva destato molto interesse non solo nella città di Avezzano a causa della notorietà delle persone loro malgrado coinvolte: monsignor Giuseppe di Iorio, grande figura di sacerdote profondamente radicato nella sua terra marsicana, aveva dedicato tutta la sua vita e la sua azione pastorale al servizio della gente e, in particolare, allo sviluppo e alla promozione sociale del quartiere Borgo Pineta. Ma è ben noto anche il nipote del parroco, il professor Ferdinando di Iorio, che tra l'altro ha rivestito anche la carica di senatore della Repubblica.
Il Tribunale civile di Avezzano ha respinto tutte le eccezioni e le pretese avanzate dalla sorella di don Giuseppe, Elvira, deceduta nelle more del giudizio, e poi dal figlio Romolo Calisi, i quali avevano impugnato il testamento olografo di Don Giuseppe. Il Tribunale ha ora riconosciuto la validità del testamento olografo, anche sulla base di una perizia calligrafica, e ha respinto la richiesta di annullamento del testamento a causa di una presunta incapacità mentale di monsignor Di Iorio al momento della redazione del documento olografo. Anche tale eccezione e pretesa è stata respinta sulla base di documentazione medica e di atti compiuti da monsignor Di Iorio quale parroco e quale responsabile della scuola materna parrocchiale, prima e dopo il testamento, da cui non emerge alcun deficit cognitivo. Il Tribunale ha quindi condannato Romolo Calisi e Dante Calisi, rimasto contumace, a restituire al professor Di Orio i beni finora occupati illegittimamente e a rifondergli le spese di lite.
Già in precedenza, in data 7 dicembre 2011, la Procura della Repubblica di Avezzano aveva archiviato per manifesta infondatezza della notizia di reato una denuncia per appropriazione indebita a carico del professor Di Orio avanzata dalla zia Elvira Di Iorio, sempre per le stesse vicende ereditarie. In entrambi i procedimenti il professor Di Orio è stato difeso dall’avvocato Giovanni Marcangeli, mentre Elvira Di Iorio ed il figlio Romolo Calisi dall’avvocato Raffelino Tolli, entrambi del foro di Avezzano.

