Avviati i lavori al santuario della Madonna della Libera

14 Novembre 2018

L’intervento per la messa in sicurezza dovrebbe concludersi entro febbraio La chiesa è chiusa dal 2016 per i danni riportati dal sisma del Centro Italia

PRATOLA PELIGNA. Avviati i lavori per la messa in sicurezza del santuario della Madonna della Libera a Pratola Peligna. Gli interventi per 370mila euro serviranno a riaprire il santuario chiuso dall’ottobre del 2016 a seguito del sisma del centro Italia.
«Un passo avanti per riconsegnare il santuario ai nostri concittadini», ha detto il sindaco Antonella Di Nino. «Vigileremo sugli interventi affinché siano rispettati tempi e modalità di esecuzione». I lavori dovrebbero terminare entro febbraio prossimo, consentendo così ai fedeli di festeggiare la Pasqua nel santuario.
«Ci sono stati dei ritardi dovuti a farraginose procedure burocratiche», ha dichiarato l’ingegnere Paolo Petrella, «ma stiamo già lavorando a ritmo serrato, tanto che abbiamo portato a temine gli interventi per la messa in sicurezza della parte alta del colonnato».
Una zona al momento ancora fasciata da paratie e tiranti in legno. In precedenza i lavori si erano concentrati nella parte centrale della chiesa dove sono stati anche restaurati alcuni affreschi.
«Siamo felici dell’avvio dei lavori», ha detto padre Renato, «e speriamo di riappropriarci al più presto della chiesa rimasta chiusa per troppo tempo». Al momento le funzioni religiose si stanno celebrando in un tendone provvisorio posto davanti all’oratorio il cui costo è stato sostenuto dalla Banca di credito cooperativo del centro peligno. A pesare sulla chiusura prolungata della struttura i ritardi dovuti ad alcuni problemi interni alla Soprintendenza che avevano causato il blocco delle attività amministrative. Poi la svolta arrivata verso la fine di agosto, dopo una riunione nella sede della Soprintendenza alla quale oltre al sindaco avevano preso parte il parroco padre Renato Frappi e don Oliviero Tullio Liberatore, direttore dell’ufficio di arte sacra della diocesi di Sulmona-Valva che avevano affrontato il ritardo con Stefano D’Amico, direttore generale del ministero per i Beni culturali della Regione. A dare manforte allo sblocco dei finanziamenti, anche l’ingegnere Paolo Petrella e l’architetto Sergio Liberatore della Soprintendenza.
Il santuario era stato chiuso dopo un sopralluogo della Protezione civile fatto a ottobre del 2016. L’ordinanza era stata firmata dall’allora sindaco Antonio De Crescentiis che si era poi prodigato per far arrivare i soldi per la messa in sicurezza del santuario.
I fondi per la ristrutturazione della chiesa, circa 800mila euro, erano stati stanziati dal governo a guida Renzi. Parte di questi fondi sono già stati utilizzati per mettere in sicurezza la zona centrale della chiesa e ora si punta alla sistemazione del colonnato.
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