Avvocatura comunale: una circolare nel mirino

7 Dicembre 2018

Il Sindacato legali enti locali scrive a Biondi contestando l’atto dirigenziale: sanzioni in caso di mancata indicazione della necessità di fare una causa

L’AQUILA. Il segretario generale del Comune, Alessandra Macri, ha inviato una circolare con la quale ipotizza sanzioni disciplinari e decurtazioni di oneri nel caso in cui i legali dell’ente, nel costituirsi nei vari giudizi, non indichino «la necessità/opportunità dell’ente di costituirsi nel giudizio». La circolare, pienamente legittima, ma contestata, è rimbalzata al Sindacato nazionale avvocati enti pubblici (Unaep) che scrive al sindaco Pierluigi Biondi e all’Ordine degli Avvocati segnalando violazioni dei princìpi di autonomia e indipendenza riconosciuti dalla legge forense agli avvocati; poi rammenta come «l’avvocato pubblico possa essere chiamato a rispondere personalmente solo se non sconsiglia di insistere in giudizi o nella difesa di provvedimenti palesemente illegittimi». Lo stesso sindacato ritiene che ci sia una “falla” nella macrostruttura dell’ente che prevede il segretario generale come organo sovraordinato dell’Avvocatura dal momento che «costante giurisprudenza ritiene necessaria la netta separazione dell’Ufficio legale da tutto l’apparato amministrativo, specialmente da quello del segretario generale». «Il sistema organizzativo delineato dal Comune», prosegue il sindacato, «sembra comportare una possibile inibizione dell’attività del singolo avvocato che potrebbe vedersi influenzato nel proprio giudizio sotto minaccia di un provvedimento disciplinare, o, peggio, di una decurtazione di oneri, frustrandone quella libertà intellettuale garantita alla categoria forense dalla legge professionale». (g.g.)
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