Azienda blocca i lavori in 12 condomini

17 Gennaio 2016

La Sertech (che pure ha appalti al Mose di Venezia) è in crisi di liquidità. Si cerca una soluzione coinvolgendo il Comune

L’AQUILA. La crisi di liquidità per le aziende, mai risolta nonostante le promesse dei politici, è l’intoppo principale nella ricostruzione post-sisma. Ne stanno facendo le spese alcuni colossi del mattone per lo più del Nord Italia con lavori per grossi appalti lasciati a metà, realtà foriera di disagi indicibili per gli inquilini: vedono allontanarsi di anni il rientro nelle abitazioni che vedevano a portata di mano.

Il caso più eclatante riguarda la Sertech, un’importante ditta edile veneta di Mirano che aveva in appalto lavori di ricostruzione per decine di milioni riguardanti una dozzina di condomini in centro storico, come in via Verdi, o in altre aree residenziali quali Santa Barbara nei pressi della caserma dei carabinieri o via Colombo Andreassi 9, oltre a un consorzio in piazza Santa Giusta. Tra i cantieri bloccati per questa ragione anche quello di un palazzo realizzato in epoca fascista nei pressi della Fontana luminosa.

Questi appalti sembra siano nati sotto cattiva stella. Infatti la Sertech, che ha interrotto i lavori da mesi, è subentrata alla Palomar che a sua volta era subentrata alla Consta. Va detto che la Sertech non è certo azienda di poco conto, nel senso che le sono stati affidati dei lavori per il Mose di Venezia. Naturalmente si stanno avviando delle pratiche per cercare una soluzione almeno parziale a questo problema, a fronte di riunioni concitate di condominio nelle quali si cercano vie di uscita che, però, devono anche fare i conti con leggi e leggine della ricostruzione. Una prima iniziativa, d’intesa con il Comune e la stessa Sertech, sarà quella di far pagare i tanti lavori in subappalto (in alcuni casi mancano solo quelli) in modo diretto dai committenti. Inoltre si stanno studiando percorsi amministrativi per evitare di pagare le penali per i ritardi che si sono accumulati sui tempi di consegna ottenendo la sospensione dei termini. Comunque, in tempi abbastanza prossimi, ci dovrebbe essere un incontro tra le parti, chiesto al Comune, per trovare una strategia che vada bene per tutti.

Qualcuno ha anche pensato, in passato, a far subentrare una nuova ditta a quella attuale ma, per alcuni, in questo caso, ci sarebbero da superare tante di quelle beghe burocratiche da creare più problemi di quelli che si potrebbero risolvere.

Tuttavia alcuni condomini di un palazzo di via Verdi sono «esasperati» e confidano nella possibilità, almeno per la loro vicenda, di una surroga nei lavori con un’altra azienda, stavolta abruzzese la “Di Vincenzo”, che «dovunque ha lavorato nella ricostruzione lo ha fatto in maniera eccellente».

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