Azienda bruciata, scatta l’obbligo a bonificare l’area

21 Agosto 2020

Nel centro Casinelli c’è amianto: rimozione entro fine mese Informata anche la Procura. Preoccupazione tra le aziende

AVEZZANO. Il centro riciclo rifiuti Casinelli entro il 31 agosto dovrà essere bonificato. A stabilirlo è una diffida della polizia locale, inviata ai responsabili della struttura di via Newton andata in fiamme nella notte tra il 14 e il 15 luglio. L’area dovrà essere messa in sicurezza anche alla luce delle analisi dell’Asl. L’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta) ha eseguito dei rilievi a seguito del crollo del tetto della struttura in eternit e ha rintracciato nell’area, dove ancora esce del fumo tra le macerie, particelle di amianto. «Nel silenzio di tutti, e con questi giorni che apparentemente trascorrono senza provvedimenti, come polizia locale di Avezzano ci siamo sentiti in diritto-dovere di emanare una diffida», commenta il dirigente Luca Montanari, «tutto ciò affinché la proprietà dell’impianto provveda a bonificare l’area entro il 31 agosto, prospettando una sanzione penale in caso di omissione. Ciò nell’interesse della salute pubblica di tutti i cittadini. Se entro quella data non verrà preso alcun provvedimento in merito scatteranno sanzioni penali e verrà avviata una procedura d’ufficio a spese dei responsabili». Anche l’Aciam e Tekneko, aziende che si trovano a pochi metri dal centro riciclo, e che a loro volto si occupano di rifiuti, hanno chiesto la documentazione relativa ai rilievi eseguiti nell’area e hanno invitato il Comune, la Regione Abruzzo, la Procura e le forze dell’ordine a «voler procedere alla comunicazione delle precauzioni da adottare in conseguenza dell’eventuale trascinamento eolico delle fibre di amianto».
«C’è stato un tavolo tecnico dove hanno partecipato i tecnici Arta al Comune di Avezzano», evidenzia il direttore dell’Arta Abruzzo, Maurizio Dionisio, «abbiamo terminato le attività di supporto analitico e abbiamo rintracciato la presenza di amianto e fibre di amianto nel sito. Abbiamo notificato gli esiti della nostra attività di indagine a diverse autorità, ora però si pone un problema: chi è competente nella fase successiva? La palla passa inevitabilmente nelle mani dell’Asl perché si parla di salute pubblica».
L’altro giorno il commissario del Comune, Mauro Passerotti, aveva liquidato la faccenda dicendo che «la situazione è sotto controllo».