Aziende agricole nel mirino degli ispettori del lavoro

Blitz durante la vendemmia a Ofena, Capestrano e anche nella Valle Peligna Rossi (Cospa): «Multato perché alcuni amici mi stavano aiutando gratis»
L’AQUILA. Un blitz dell’Ispettorato del lavoro in una decina di aziende agricole tra Ofene e Capestrano, ma a quanto pare, anche in Valle Peligna, scatena la reazione di Dino Rossi, portavoce del Cospa, egli stesso multato di ben 8mila euro. A suo avviso certi interventi producono solo il risultato di rovinare le aziende «per fare cassa per il governo».
«Le aziende rimaste in piedi», dice, «si possono contare sulle dita di una mano in Italia. A contribuire alla loro distruzione ci pensa il governo servendosi dell’Ispettorato del lavoro che ha passato al setaccio tutte le aziende vitivinicole colpendo anche quei piccoli produttori che, con un ettaro di terreno, cercano di far quadrare il bilancio. Ciò nonostante l’annata compromessa dalla forte umidità che ha causato danni nei vigneti riducendo fortemente la produzione e alzando i costi di gestione. È noto che, nell’ambito della vendemmia, le persone offrono manodopera in cambio di un po’ di uva per la marmellata o per avere il mosto per fare il mosto cotto o, semplicemente, chi vuole fare il vino raccoglie l’uva: una sorta di accordo bonario che si raggiunge nella contrattazione. Queste cose allo Stato non interessano e si è passati subito all’azione. Giorni fa, dunque, l’Ispettorato del lavoro si è presentato in forze a Ofena in piena vendemmia, superando di gran lunga il numero dei lavoratori intenti alla raccolta delle uve nei mega-appezzamenti dei grandi produttori di raccolto estendendo il controllo anche nelle piccole aziende».
«Quando ho visto tutte quelle persone», aggiunge Rossi, «pensavo fossero venute a darci una mano, invece si sono presentati come Ispettori del lavoro. Inutile fargli capire che si trattava solo di pochi giorni di lavoro e che per usufruire dei voucher bisogna farne richiesta circa un mese prima con un versamento in anticipo di 600 euro. Purtroppo, in agricoltura, è difficile stabilire un mese prima quando raccogliere i frutti e soprattutto di quante persone si ha bisogno. Comunque, l’Ispettorato, sguinzagliato dal nuovo governo, quello del cambiamento, pur di fare cassa non ha voluto sentire ragioni, e ha proceduto a redigere il verbale per quattro persone che erano venute per amicizia, e non per lavoro, a dare una mano alla raccolta delle uve per una vendemmia anticipata di venti giorni dovuta agli eventi climatici. «Grazie agli intervenuti», conclude ironico, «è saltato più di un anno di sacrificio, visto che l’ammontare del verbale arriva a una somma di 8mila euro per le quattro persone».
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