Aziende dei subappalti: siamo al collasso

6 Giugno 2014

La denuncia di un imprenditore: «Troppi ribassi anomali, così si uccidono le nostre attività»

L’AQUILA. Nel cantiere più grande d’Europa le imprese edili impegnate nella ricostruzione sono in ginocchio. Un paradosso, quello denunciato da un imprenditore aquilano, che sarebbe dovuto ai ribassi eccessivi delle gare d’appalto. Giuseppe Gatti è titolare di una ditta di costruzioni da 20 anni e ha scritto alla Procura, all’Autorità per la vigilanza dei contratti pubblici e all’Ance. Il suo appello è rivolto ai piccoli e medi imprenditori del territorio, che a breve si riuniranno per mettere in campo un fronte comune, in vista di una possibile manifestazione pacifica a Roma, davanti a Montecitorio.

Secondo il costruttore, «i ribassi, che arrivano fino al 40%, mettono in ginocchio non solo le ditte che vincono gli appalti, visto che poi non ce la fanno a sostenere i costi, ma anche quelle che lavorano in subappalto, che non vengono pagate e si ritrovano con il Durc, il documento unico di regolarità contributiva, non in regola».

Nella lettera l’imprenditore aquilano lancia anche una proposta: «Occorre tornare al vecchio metodo della media mediata con un vincolo del minimo e massimo ribasso, escludendo quindi ribassi anomali, in modo da consentire alle imprese aggiudicatarie di poter lavorare con un ribasso più sostenuto e un più decoroso ricavo». Quindi l’amara conclusione: «Questo modo di fare», dice Gatti, «credo sia una delle cause che stanno provocando la morte di tante piccole e medie imprese, perché non potendo sostenere i costi dei lavori aggiudicati, sono destinate inevitabilmente al fallimento».

Per il presidente provinciale dell’Ance Gianni Frattale, «sugli appalti privati esiste un accordo con il Comune, ratificato prima nel decreto Monti e poi nel recente “decreto del fare”, che tutela le ditte subappaltatrici, grazie al sistema dell’autocertificazione voluto dall’Ance: l’azienda appaltatrice deve aver pagato tutti, prima di incassare. Per quanto riguarda invece gli eccessivi ribassi, bisogna vigilare che vengano rispettati, da parte di chi si aggiudica l’appalto, sia il progetto che i ribassi e i tempi previsti. L’Ance», sottolinea Frattale, «è disponibile a esaminare i vari casi e le diverse pratiche, ma riteniamo sia sbagliato denunciare la problematica portando avanti argomentazioni generalizzate».

Romana Scopano

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