Baby gang, aumenta la vigilanza: ecco quali sono le zone a rischio

Nel mirino la banda dei bulli che con minacce e pestaggi sta seminando il terrore tra i ragazzini Polizia locale e Comune invitano le vittime delle aggressioni a non avere paura a presentare denunce
AVEZZANO. È tolleranza zero contro le baby gang che stanno suscitando grande allarme in città. «Stiamo monitorando costantemente il fenomeno con particolare attenzione ai principali luoghi di aggregazione dei giovanissimi, come la zona dietro la cattedrale». È quanto dichiara il comandante della polizia locale della Marsica, Luca Montanari, secondo cui «non vanno assolutamente sottovalutati gli ultimi episodi di microcriminalità accaduti in città ad opera delle baby gang. Risale a due settimane fa la denuncia pubblica di alcuni genitori su un brutale pestaggio avvenuto in centro ad opera di una banda di bulli che sta seminando il terrore in città, prendendo di mira con minacce e pestaggi i loro coetanei. Secondo il racconto dei genitori, questi ragazzini violenti girano con in tasca coltellini a serramanico e tirapugni. Giorni fa tre ragazzini sono stati aggrediti e riempiti di botte, tanto da finire al Pronto soccorso. Uno ha avuto tre punti di sutura sulla fronte, un altro il naso rotto e il terzo è finito il ospedale con uno zigomo spaccato. Il teatro dell'aggressione è la zona dietro la cattedrale di San Bartolomeo, luogo di ritrovo di numerose comitive di giovanissimi soprattutto il sabato sera. Ed è proprio quest’area che la polizia locale sta tenendo sotto controllo.
«Purtroppo però i luoghi di ritrovo dei giovanissimi sono diversi», osserva Montanari, «e spesso gli adolescenti si spostano da una zona all’altra della città rendendo il fenomeno di non facile controllo». L’ultimo episodio del genere, infatti, si è verificato in via Monte San Michele, stradina a pochi passi dal tribunale. Qui, due giorni fa, secondo il racconto della vittima, si è consumata una tentata rapina ai danni di una 47enne. La malcapitata ha raccontato di essere stata accerchiata da tre o forse quattro ragazzi. Uno di loro le ha intimato di consegnare quello che aveva dietro la minaccia di un coltellino. La donna è riuscita a scappare ma lo spavento è stato grande. E non c’è stata denuncia per paura di eventuali ritorsioni.
«In questi casi il nostro sistema di videosorveglianza si potrebbe rivelare molto utile, ma in assenza di una denuncia non è possibile accedere alle immagini», conclude Montanari. L’invito a denunciare per agevolare il lavoro delle forze dell’ordine, arriva anche dal Comune che «esprime vicinanza alle persone vittime di questi episodi».
Intanto sono in dirittura d’arrivo i lavori per il potenziamento del sistema di videosorveglianza. Nella zona di piazza Risorgimento sono state accese tre nuove telecamere con visione a 360 gradi. Gli altri nuovi punti videosorvegliati del centro – incrocio via Mazzini via Corradini; incrocio via Monte Velino via Bellini; via Bagnoli in prossimità degli incroci con via Trieste, corso della Libertà, via Aquila e via Garibaldi – sono stati studiati insieme alle altre forze di polizia.
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