Baby gang, i residenti all’attacco: «La responsabilità è del Comune»

6 Novembre 2023

Parla il comitato del centro storico dopo l’assalto di Halloween e l’aggressione ai carabinieri di sabato: «Ci si accanisce con le case famiglia che non c’entrano nulla, invece di offrire luoghi di aggregazione»

L’AQUILA. «La responsabilità è del Comune, non delle case famiglia». Così la presidente del comitato Cittadini per il centro storico Claudia Aloisio torna sull’allarme sicurezza nel capoluogo. Allarme risuonato negli ultimi giorni con due casi tuttora al vaglio degli inquirenti. L’episodio del furgone dei panini assalito nella notte di Halloween all’esterno della discoteca Be One/Bambola da alcuni giovani aquilani, poi minacciati dal titolare con un coltello, e quello di sabato in centro storico del 24enne egiziano arrestato per aver aggredito i carabinieri durante un controllo, sono solo gli ultimi anelli di una catena di eventi che durano ormai da diversi mesi. E mentre la politica continua a dividersi sulle misure adottate e su quelle ancora da adottare (potenziamento del sistema di videosorveglianza cittadino, allargamento delle zone di daspo urbano, ampliamento dell’organico e dell’orario di servizio della Polizia municipale, protocollo “Mille occhi sulla città”, solo per citarne alcune), il dibattito pubblico sul tema si allarga.
«Gli ultimi casi di violenza dimostrano, come se ancora ce ne fosse bisogno, quanto l’accanimento sulle case famiglia e sui soggetti più vulnerabili sia puramente strumentale da parte di questa amministrazione», dice Aloisio. «Nel primo caso i protagonisti della vicenda sono soltanto italiani e nel secondo comunque non si tratta di un minore non accompagnato», mette in chiaro la presidente, che poi torna sulle multe sotto i portici di San Bernardino: «Le sanzioni elevate a carico dei minori stranieri non accompagnati, colpevoli di essersi seduti sui finestroni dei portici, sono nient’altro che la conferma di quanto questa giunta abbia bisogno di individuare un bersaglio facile da colpire, così da spostare l’attenzione rispetto alla sua stessa cecità amministrativa». Quindi fornisce la sua lettura del problema sicurezza: «L’aumento degli episodi di violenza, con il relativo abbassamento della soglia di sicurezza percepita, è direttamente proporzionale all’aumento del numero di locali, bar e pub, che il centro storico dell’Aquila è capace di offrire in ogni suo angolo, limitandosi però esclusivamente a quel tipo di offerta». Continua Aloisio: «Il Teatro invece è fermo e non sappiamo neanche quando e se sarà restituito alla città. Idem il cinema Massimo». Infine conclude: «È ovvio che se questa amministrazione continuerà ad offrire solo luoghi di mescita alcolica come unici punti di aggregazione per i giovani di questa città, gli episodi di violenza non potranno che aumentare, con buona pace di tutti gli strumenti repressivi messi in campo dal Comune, che adesso corre ai ripari cercando di curare i sintomi di una malattia a cui esso stesso ha contribuito e che contribuisce ad alimentare».
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