Baby gang violente scatta un giro di vite: sì anche all’arresto

Disagio giovanile: magistrati e forze dell’ordine a confronto Il procuratore Mancini illustra l’ultimo decreto Caivano
L’AQUILA. Una stretta sulle baby gang e sui minori violenti fino all’arresto in flagranza di reato. Ma anche Daspo urbano, foglio di via obbligatorio e percorsi rieducativi e risocializzanti nei confronti di soggetti di età superiore a 14 anni. Questi, in sintesi, gli strumenti preventivi e repressivi annunciati nell’ultimo vertice in materia di sicurezza che si è tenuto nei giorni scorsi nella sede del comando provinciale carabinieri dell’Aquila, e che ha riunito attorno allo stesso tavolo i vertici della magistratura minorile e delle forze dell’ordine. Presenti all’incontro il procuratore del Tribunale per i minorenni David Mancini, il colonnello Nicola Mirante, rappresentanti della polizia locale, oltre ai carabinieri forestali e dei vari reparti territoriali, tutti in prima linea nella lotta alle devianze giovanili.
DECRETO CAIVANO
Un vertice convocato sulla scia dell’approvazione, nello scorso mese di settembre, del cosiddetto decreto Caivano (dal nome di uno dei luoghi epicentro di illegalità giovanile) che reca misure urgenti di contrasto al disagio dei più giovani, alla povertà educativa in termini di abbandono scolastico, nonché alla criminalità minorile, e che prevede, tra le altre disposizioni, anche misure contro il revange porn – attraverso l’oscuramento delle immagini on line delle vittime al fine di tutelarne la privacy – oltre che la possibilità da parte del questore di vietare l’uso dello smartphone. Il dibattito, durato una intera mattinata, è stata l’occasione per fornire chiarimenti sul decreto attuativo stesso, ma anche per analizzare i fenomeni di criminalità minorile che interessano il territorio dell’aquilano e stabilire le modalità d’intervento in sinergia tra le diverse forze in campo.
IL DISAGIO GIOVANILE IN CITTÀ
Un fenomeno in crescita su scala nazionale, quello del disagio giovanile, e che anche all’Aquila sta contribuendo ad alimentare un clima di insicurezza diffuso. Negli scorsi mesi non sono mancati infatti episodi di violenza e microcriminalità che hanno visto il coinvolgimento di minori, stranieri e non, nei confronti dei quali si è mossa anche la politica. L’appello dei consiglieri di opposizione Enrico Verini e Gianni Padovani, che hanno invocato l’applicazione di sanzioni a carico dei genitori, è solo l’ultima proposta in ordine di tempo. Senza dimenticare i diversi episodi di violenza avvenuti nei mesi scorsi e a cui l’amministrazione comunale del capoluogo ha risposto attraverso il potenziamento del sistema di videosorveglianza, il sodalizio tra forze dell’ordine e istituti di vigilanza privata previsto dal protocollo “Mille occhi sulla città”, l’aumento dell’organico (oltre che dell’orario di servizio) degli agenti della polizia municipale, e l’estensione del Daspo urbano su tutto il territorio del centro compreso all’interno delle mura urbiche e in altri punti della città ritenuti sensibili. Ad aggravare il quadro sicurezza sul fronte minorile, i dati appena divulgati dal Serddel capoluogo, che parlano di un incremento del consumo di sostanze stupefacenti e alcol, anche in combinazione tra loro, proprio tra i giovanissimi di età compresa tra i 15 e i 24 anni.
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