Baldarelli: «Il progetto Accord va avanti»

Dopo la bufera giudiziaria confronto fra vertici aziendali, sindacati, Regione e Comune dell’Aquila
L’AQUILA. L’azienda vuole portare avanti il progetto. E non si arrende, davanti all’inchiesta giudiziaria in corso. Ma per tornare a parlare di ripresa dell’attività produttiva e di assunzioni, bisogna sciogliere due nodi: il via libera della Regione alla richiesta di variante sostanziale e il dissequestro del sito. Dunque, si dilatano i tempi, ma l’Accord Phoenix mantiene l’impegno preso col territorio. I sindacati sono usciti «abbastanza rassicurati» dal primo confronto con il direttore generale Francesco Baldarelli, raggiunto da un avviso di garanzia per l’ipotesi di truffa in concorso e già nel mirino della magistratura, con il presidente Ravi Shankar e il responsabile della produzione Jorgen Hansen, per reati di tipo ambientale. All’incontro hanno partecipato anche il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli e il sindaco Massimo Cialente, i primi sostenitori dell’operazione. Dunque, il direttore Baldarelli ha confermato ai rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm che stanno perfezionando le procedure per “rimediare” agli errori in cui sono incappati nella fase di avvio dello stabilimento: l’autorizzazione della Regione in merito alle variazioni apportate al progetto iniziale di installazione dei macchinari e le prescrizioni arrivate da Asl e Arta. Punti su cui si basano, insieme al rinvenimento di materiale elettronico non autorizzato, le contestazioni della Guardia di finanza che hanno portato al sequestro del sito industriale. Una volta che le carte saranno a posto, verrà presentata in tribunale l’istanza di dissequestro. E a quel punto, sempre sperando che la vicenda si sblocchi, ci vorranno dai tre ai quattro mesi per riavviare la produzione e incrementare la pianta organica: attualmente sono state assunte 23 persone, di cui 11 provenienti dal bacino dell’ex polo elettronico, cui andranno ad aggiungersi altre 57 unità. Nel frattempo, ai 129 lavoratori in attesa verrà prospettata l’iscrizione alla cosiddetta “garanzia over”, una misura messa a disposizione dalla Regione, che permette la formazione del personale e il successivo ricollocamento con agevolazioni per l’azienda. Argomenti che saranno affrontati nelle prossima assemblea con gli ex dipendenti. «Al momento non possiamo che aspettare, il commento a caldo di Alfredo Fegatelli della Fiom, Clara Ciuca della Uilm e Giampaolo Biondi della Fim, «con la speranza che si possa risolvere la vicenda giudiziaria e quindi portare avanti il progetto industriale che ha una valenza sociale, visto che ci sono lavoratori e famiglie in grande sofferenza. L’azienda ha ammesso di aver commesso degli errori, giustificati con la volontà di procedere velocemente alle assunzioni, e ha annunciato anche una riorganizzazione manageriale. Le nostre critiche, quindi, non erano così infondate».(r.s.)
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