Bancarotta fraudolenta: assolto

8 Febbraio 2024

L’imprenditore era stato condannato in primo grado a due anni di reclusione

AVEZZANO. Condannato a due anni di reclusione in primo grado è stato assolto dall’accusa di bancarotta fraudolenta dalla Corte d’appello dell’Aquila.
Il caso riguarda un imprenditore marsicano che per anni è stato protagonista di una lunga vicenda giudiziaria,
Nel 2018, a seguito del fallimento di un’azienda marsicana di abiti da sposa, venne “istruita” una relazione da parte del curatore e vennero evidenziate alla Procura della Repubblica di Avezzano delle condotte, ad avviso del professionista stesso e quindi poi sposate dagli inquirenti, di carattere distrattivo del patrimonio sociale. Condotte imputabili, secondo il curatore fallimentare e la procura, all’imprenditore. L'uomo, C.M., era stato così condannato in primo grado, con rito abbreviato, a una pena di due anni di reclusione. Lui però non si è dato per vinto e ha deciso di portare avanti la battaglia legale.
Nei giorni scorsi la Corte d’appello dell’Aquila ha assolto l’imputato accogliendo così le tesi della difesa, rappresentata dall'avvocato del foro di Avezzano Cristian Carpineta.
I giudici d’Appello hanno assolto l'imprenditore marsicano con la formula piena “perché il fatto non sussiste”. «Questa sentenza ha restituito dignità a questo imprenditore», ha affermato il legale che ha assistito l’uomo nella vicenda legale. Secondo l’avvocato Carpineta, infatti, l'imprenditore aveva venduto questi vestiti a terzi soggetti con la speranza di poter vedere rivalorizzato il suo patrimonio e soprattutto nella speranza di poter incassare soldi che in altra maniera non avrebbe potuto ottenere trattandosi di merce ormai abbastanza datata. (e.b.)
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