Bancarotta Geovision, coinvolto Casciere
Misura interdittiva per il dirigente 38enne. Nell’inchiesta su Mureddu, faccendiere vicino al papà di Renzi
AVEZZANO. Una misura interdittiva per l’avezzanese Emiliano Casciere, coinvolto nell’inchiesta per bancarotta riguardante l’azienda Geovision, gestita dal faccendiere Valeriano Mureddu.
Nei confronti del giovane marsicano, figlio dell’avvocato penalista Leonardo Casciere, candidato sindaco alla prossime elezioni di Avezzano, è stato emesso un provvedimento di interdizione dalla sua attività di amministratore nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Mureddu. Le accuse sono di bancarotta fraudolenta e distrazione patrimoniale dell’azienda di imballaggi di Badia al Pino dichiarata fallita dal tribunale di Arezzo.
Una vicenda al centro della discussione politica di questi giorni per i legami del faccendiere sardo con il padre dell’ex premier Matteo Renzi, Tiziano, e con quello del ministro Maria Elena Boschi, Pierluigi. Emiliano Casciere, 38 anni, imprenditore, risulta formalmente titolare della Geovision. Gli inquirenti sono convinti che a gestire tutti i movimenti della società fosse proprio Mureddu. Secondo i magistrati di Arezzo, l’impresa era riconducibile al sardo e per tale motivo, nei suoi confronti, il giudice per le indagini preliminari, Piergiorgio Ponticelli, ha emesso il provvedimento di arresto su richiesta del procuratore capo Roberto Rossi, coordinatore delle indagini sul dissesto di Banca Etruria.
Quanto a Casciere, risultava anche titolare del pacchetto di maggioranza della Sia srl, un’agenzia investigativa su cui ha indagato in passato la Procura di Perugia. In questo caso si era parlato, nel 2014, di una specie di associazione segreta. Gli investigatori, a marzo del 2014, durante una perquisizione, hanno sequestrato documenti scottanti. Nella stanza occupata dalla Sia srl, che si trova nello stesso immobile della Geovision, c’era una quarantina di cartelline con dentro dettagliati dossier su persone e aziende. Anche la vicenda della Geovision va avanti da diverso tempo ed è tornata in auge nell’ambito di un’operazione della Finanza. Circa due anni fa l’azienda era finita nel mirino degli inquirenti per una “truffa carosello” con passaggi di denaro da una società cartiera all’altra per la vendita di materiali da imballaggio e relativa elusione dell’Iva. Finora, però, non erano stati adottati provvedimenti restrittivi.
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