Banche, allarme per i tagli al personale

2 Febbraio 2019

I sindacati: «Preoccupati in quanto i grandi gruppi stanno programmando chiusure di sportelli»

L’AQUILA. «Il sistema bancario, in provincia dell’Aquila, rischia l’impoverimento». A lanciare l’allarme sono il segretario generale provinciale della Cgil, Francesco Marrelli, e il segretario provinciale Fisac-Cgil, Luca Copersini. Se la situazione viene definita «preoccupante sul piano regionale, con 736 posti di lavoro persi nell’ultimo triennio, nel settore», sul territorio aquilano la riduzione del numero di filiali e sportelli degli istituti di credito è ancora più marcata. «La provincia dell’Aquila, con i suoi 20mila 946 euro di depositi bancari pro-capite, rischia di essere quella maggiormente colpita da questa draconiana opera di tagli e accorpamenti». Due le banche sotto osservazione: Bper e Bcc Roma, «che si stanno smarcando dal territorio». «Subito dopo il sisma», spiegano Marrelli e Copersini, «l’occupazione nel settore bancario aveva fatto registrare un incremento del 34% degli impiegati totali, soprattutto a seguito della scelta del gruppo Intesa Sanpaolo di aprire un centro di back office proprio all’Aquila. I livelli occupazionali sono rimasti praticamente stabili per tre anni toccando un massimo di 1.071 addetti, salvo poi subire un brusco calo tra il 2011 e il 2013: una perdita di 190 posti di lavoro, pari al 17% in soli due anni, frutto di un progressivo disimpegno degli istituti di credito da un territorio che i danni del sisma avevano reso meno allettante dal punto di vista economico». La Cgil cita alcuni esempi: l’incorporazione della storica banca locale, la Carispaq, all’interno della Bper e il processo di riforma delle Bcc, con le conseguenti aggregazioni che inizieranno dal prossimo anno. A oggi la Bcc di Roma rappresenta una realtà occupazionale importante del settore bancario nella provincia dell’Aquila: «La riforma delle Bcc», avverte la Cgil, «potrebbe avere un’ulteriore conseguenza negativa. Tutti i grandi gruppi bancari stanno programmando chiusure di sportelli e tagli di personale. In un territorio come il nostro, dove esistono numerosi comuni in zone montane, il rischio che molte delle chiusure vadano a penalizzare le aree interne è concreto. Non possiamo fare a meno, pertanto, di esprimere forte preoccupazione».
Anche la Cisl aveva sottolineato «la destrutturazione del tessuto economico bancario, con ridimensionamenti e chiusure e il mancato ritorno delle filiali in centro. Eppure», il commento di Michele Tosches, segretario provinciale Fp-Cisl e Gianfranco Giorgi, della Fp, «ci sono banche locali che hanno rappresentanti e consiglieri di amministrazione aquilani che non esercitano il loro ruolo o, forse, non hanno il giusto peso per supportare le istanze degli aquilani».
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