Banche dati sull’edilizia per accelerare i lavori

9 Settembre 2017

FOSSA. I dati della ricostruzione privata di otto banche dati delle altrettante aree omogenee in cui è stato suddiviso il cratere sismico aquilano del 2009 messi insieme in un grande “cassettone”...

FOSSA. I dati della ricostruzione privata di otto banche dati delle altrettante aree omogenee in cui è stato suddiviso il cratere sismico aquilano del 2009 messi insieme in un grande “cassettone” online, in cui potranno essere visionati e incrociati i dati relativi alla ricostruzione, pratica per pratica, aggregato per aggregato, cantiere per cantiere. E da cui non sfuggirà più nulla. Il sito internet dell'Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere sismico si allarga e con un immenso lavoro di messa a sistema dei dettagli della ricostruzione dei 56 Comuni del cratere sismico avvia un processo di trasparenza sulle informazioni relative alle singole pratiche per le richieste di contributo (ma anche sullo stato di avanzamento dei lavori) e consentire, così, una fruizione semplice da parte dei cittadini nel verificare la situazione della propria pratica di ricostruzione. Un modello unico del suo genere, che responsabilizza e rende partecipe anche il diretto interessato, il cittadino, che è anche commitente dei lavori di ricostruzione, con l'obiettivo di «fare chiarezza sul “luogo” in cui si trova la pratica e permettere così di fare le giuste pressioni sugli uffici specifici o sui professionisti», come spiega il responsabile del settore ricostruzione privata dell'ufficio di Fossa, Raffaello Fico. Ed è proprio qui che emerge un aspetto che nella ricostruzione del capoluogo è additato come il principale ostacolo all'ottenimento dei contributi e all'avvio dei cantieri: quella tendenza dei tecnici a non consegnare in tempi ragionevoli le integrazioni ai progetti richieste dagli uffici. «Non sta a noi giudicare», spiega Fico, «il nostro compito è mostrare i dati». «Abbiamo ampliato il processo di trasparenza del nostro ufficio sulla ricostruzione privata», ha spiegato il dirigente dell'Usrc, Paolo Esposito, «ora stiamo lavorando alla tracciabilità anche di quella pubblica e della ricostruzione delle scuole».
E così emerge che ci sono Comuni in cui da un anno e mezzo sono fermi per mancanza di integrazioni progetti per centinaia di milioni: i centri storici sono ancora un grande buco nero della ricostruzione. Un “cancro” dell'attuale processo per il quale si sta studiando un meccanismo di penalità. Già il Comune dell'Aquila ha avviato un tavolo con i professionisti per mettere a punto una sorta di codice deontologico e un sistema di penalità – oggetto di un emendamento – per i progettisti ritardatari. Osservando per esempio l'Utr numero 2 di Barete, che soffre il ritardo con cui è stato approvato il Piano di ricostruzione, sono state presentate 546 pratiche, 227 milioni di euro, di cui 163 ammesse, 209 archiviate, e 174 pratiche in attesa di ammissione per 100 milioni di euro: dove sono queste pratiche? Con il nuovo meccanismo online dell'Usrc si può risalire a ogni singola situazione.
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