Bande di nordafricani gestiscono lo spaccio nelle piazze della città

9 Dicembre 2014

L’inchiesta. Ecco le zone a rischio: problema sicurezza? Oggi interrogatorio dei 3 che vendevano hascisc ai ragazzini

AVEZZANO. Piazza Torlonia, piazza Matteotti, piazzale Kennedy, piazza del Mercato. E persino la centralissima piazza Risorgimento. Sono i luoghi dello spaccio ad Avezzano, ormai in mano a bande di nordafricani. Vendita di droga – anche a ragazzini – che avviene sotto gli occhi dei residenti. La maggior parte dei quali sottolinea che c’è un problema sicurezza.

È lo spaccato che emerge dopo l’ultima indagine portata avanti dai carabinieri della compagnia di Avezzano e conclusa con l’arresto di tre marocchini, Rachid Bahich, di 24 anni, Mouhssin Makoj (28) e Hicham Harcha (27), tutti senza fissa dimora. I carabinieri li accusano di gestire un vero e proprio “mercato della droga” in città, a cui si rivolgono soprattutto i giovani. Oggi alle 10, in carcere, ci sarà l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Maria Proia. I tre sono difesi dagli avvocati Gianluca e Pasquale Motta. I militari avevano già fermato i tre e alla luce dell’indagine la Procura ha aperto un fascicolo. L’attività degli inquirenti però non si ferma. Il sospetto è che il giro sia molto più ampio. Perché il mercato della droga ad Avezzano muove parecchi soldi. Lo spaccio, come accertato dalle forze dell’ordine, spesso avviene nei weekend, nei punti di aggregazione dei più giovani. Uno dei luoghi al centro dell’indagine è il cortile nel palazzo ex Inail, il cosiddetto palazzaccio. Sotto la lente d’ingrandimento sono finite le piazze principali della città. Gli spacciatori sono quasi sempre immigrati – spesso irregolari – che utilizzando i nascondigli più disparati per evitare controlli.

Ma il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, fa il pompiere e sottolinea: «Il fenomeno ad Avezzano è come in tante altre realtà della Marsica. Non è problema solo della nostra città. Ad Avezzano ci sono tanti immigrati arrivati per lavorare onestamente. Tra loro c’è poi chi si mette a spacciare e a delinquere, ma non è la regola» aggiunge il primo cittadino «una soluzione potrebbe essere unificare le forze dell’ordine, in modo da seguire tutti la stessa direzione, senza disperdere tempo ed energie. L’ufficio comunale che si sta occupando di allestire la videosorveglianza», conclude Di Pangrazio, «sta ultimando le pratiche per l’aggiudicazione della gara, in modo che verranno affidati i lavori. Il piano di videosorveglianza è già stato individuato e avallato dal prefetto e questo sarà sicuramente un valido strumento in mano alle forze dell’ordine».

Magda Tirabassi

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