«Bankitalia e L’Aquila, un forte legame»

18 Aprile 2018

Viaggio degli studenti nel mondo economico-finanziario e confronto col direttore di filiale, Marzano

L’AQUILA. Un’esperienza di alternanza scuola-lavoro ha visto protagonisti gli studenti del Liceo “Cotugno” Alessandro Aloisi, Francesco Ciuffini, Camilla Marasi, Laura Mercedes Bellini e Martina Franchi. I ragazzi hanno frequentato la sede regionale della Banca d’Italia, dove, seguiti dal tutor Davide Mastrocola (titolare divisione Vigilanza) e dal personale, si sono occupati in particolare di “verifica del rispetto della normativa in materia delle condizioni contrattuali”. Nell’ambito del progetto è stata realizzata un’intervista al direttore della filiale Massimiliano Marzano (nella seconda foto a destra) coadiuvato dallo stesso Mastrocola e da Valter Di Giacinto (titolare Divisione analisi e ricerca economica).
Quali i principali compiti di Bankitalia?
«Il principale è quello di assicurare la stabilità monetaria e finanziaria del Paese. Da quando è entrata a far parte dell’Eurosistema le sue funzioni sono aumentate e divenute più complesse. Oltre a gestire le proprie riserve valutarie e quota parte di quelle Bce, la Banca d’Italia è responsabile della produzione di alcuni tagli di banconote in euro, della gestione della circolazione e del contrasto alla contraffazione dei biglietti, promuove il regolare funzionamento del sistema dei pagamenti, svolge attività di analisi e ricerca in campo economico-finanziario. Un altro compito è l’attività di vigilanza sugli intermediari bancari e finanziari. In Abruzzo, la filiale dell’Aquila segue l’attività di 8 banche di Credito cooperativo. A tutela della popolazione, la Banca si occupa di trasparenza delle condizioni contrattuali per favorire relazioni corrette tra banche e clienti e migliorarne il rapporto di fiducia. In alcune delle proprie filiali e grazie all’impiego di proprie risorse, la Banca assicura il funzionamento dell’Arbitro Bancario Finanziario, sistema di risoluzione alternativa delle controversie tra i clienti e le banche: soluzione più semplice, rapida ed economica rispetto ai tribunali ordinari».
Un’indagine 2012 sulla conoscenza finanziaria da parte dei 15enni ha mostrato come l’Italia sia una delle nazioni col minor livello di conoscenze economico-finanziarie. Cosa si fa per sanare l’anomalia?
«Una maggiore cultura finanziaria consente un miglior funzionamento delle regole di correttezza e trasparenza. Cittadini con maggiori conoscenze finanziarie sono esposti a meno rischi, compiono scelte più consapevoli e contribuiscono alla formazione di un mercato più efficiente. La Banca d’Italia collabora con il Miur a iniziative e progetti, ma la sua idea di fondo è formare anzitutto gli insegnanti, che poi formeranno gli studenti. In questo modo si è passati dai circa 9.000 studenti interessati nelle prime iniziative agli oltre 100.000 dell’anno scolastico passato. Nel 2015 l’indagine Ocse ha confermato che le competenze dei nostri 15enni, pur mediamente inferiori a quelle di altri paesi, sono in miglioramento».
Liceo Classico-mondo della finanza: binomio impossibile o accoppiata vincente?
«L’inserimento di una visione economica in un percorso di studi classici, che pone al centro l’uomo e la sua dimensione sociale, arricchisce in maniera trasversale e multidisciplinare il percorso formativo degli alunni stimolandone il pensiero critico, e ciò può aiutare a inserirsi meglio nella vita civile e lavorativa. Del resto, l’ex presidente della Repubblica e già governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi era laureato in lettere alla Normale di Pisa e specializzato in filologia classica e letteratura greca».
Qual è il rapporto tra Bankitalia e la città dell’Aquila?
«Dopo il sisma l’Istituto ha riaperto la filiale già a luglio ed è stato per lungo tempo l’unico edificio pienamente operativo in “zona rossa”. Il legame col territorio abruzzese e il suo capoluogo non è stato mai reciso, in nome di un rapporto che ha radici profonde. Dagli anni ’40, in cui la Banca d’Italia ha trasferito qui le proprie officine carte-valori, il connubio è andato via via intensificandosi attraverso varie forme di collaborazione con le Istituzioni del territorio, l’Università, la Soprintendenza e altri. Da non trascurare la disponibilità, data al Comune, nell’ultima Perdonanza, a esporre la Bolla di Celestino V nel salone del pubblico e a tenerla in deposito nei caveau della Filiale».
Che ruolo ha il vostro Istituto nella ricostruzione?
«La Banca ha erogato vari finanziamenti per il sostegno di attività di primo soccorso e per la realizzazione di abitazioni. Il primo finanziamento (1 milione) è stato erogato in via d’urgenza alla Protezione civile, a cui è seguito un secondo, nel luglio 2009, di 7,1 mln per il Progetto Case. La Banca ha provveduto a rendere agibile la maggior parte dei 238 alloggi di proprietà dell’istituto nell’omonimo quartiere e ha contribuito con 200mila euro al recupero della chiesa di San Paolo. In collaborazione con la prefettura è stata effettuata una campagna di verifiche antiriciclaggio sugli sportelli bancari nel cratere volta ad accertare ed evitare eventuali infiltrazioni criminali nella ricostruzione. La Banca d’Italia ha sempre dimostrato la propria attenzione ai territori e alle comunità locali, attraverso l’erogazione dei suoi servizi, la collaborazione alle istituzioni e agli enti locali e gli interventi a sostegno di specifiche iniziative di interesse generale».
Francesco Ciuffini
Alessandro Aloisi
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