Bar del tribunale, contesa al Tar

18 Marzo 2017

Ricorso di Gallucci contro la decisione del Comune che ha riassegnato la gestione alla ditta Morelli

L’AQUILA. Saranno i giudici del Tar a decidere chi gestirà il bar del tribunale, un appalto molto importante visto che l’attività si profila redditizia. Un bar che, finora, non è stato ancora riattivato dopo il 6 aprile 2009 e di cui tutti coloro che operano a palazzo di giustizia sentono la necessità.

Il ricorso è stato presentato dalla ditta di Giuseppe Gallucci contro il Comune e la ditta di Michele Morelli.

I fatti partono da lontano. Nel 2006 la gestione del bar fu affidata a Morelli per sei anni per un canone mensile di 2.400 euro. I ricorrenti segnalano che la ditta assegnataria tra il 13 giugno 2007 e la data del sisma, avrebbe accumulato una morosità per i canoni pari a 67mila euro. Il terremoto, con il tribunale inagibile, ha poi bloccato tutto. «Dopo sette anni di non esecuzione del contratto», si legge nel ricorso, «dopo che l’ente aveva “dimenticato” di essere creditore, il Comune ha deciso di “premiare” la ditta dimenticando anche che nel contratto era stata apposta la clausola, nell’interesse pubblico, secondo la quale il contratto poteva essere revocato nel caso di morosità superiore a due mesi».

Sulla base di queste considerazioni si chiede al Tar, che si pronuncerà a giorni, di annullare il provvedimento.

Alla base della richiesta l’incompetenza per materia del dirigente che ha firmato il provvedimento. «Dopo sette anni dalla cessazione del contratto per il sisma», dicono i ricorrenti, «non può e non deve essere il dirigente di settore a stabilire la proroga del contratto ma questo potere appartiene alla giunta, unica deputata a porre in essere tali tipologie di atti». In riferimento all’asserita morosità, i ricorrenti, tramite gli avvocati Ubaldo Lopardi e Luciano Bontempo, dicono che dinanzi a una situazione del genere «non può un dirigente comunale decidere di beneficiare il citato commerciante con la prosecuzione del contratto. Un ente pubblico rispettoso dei più basilari princìpi sull’agire amministrativo non avrebbe dovuto pensare di proseguire un contratto nei confronti di questo contraente». Fin qui il ricorso nel quale si fanno anche altre contestazioni che saranno controdedotte dai resistenti tramite l’avvocato Roberto Colagrande per vincere nel giudizio.

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