Barca: aggregazioni di Comuni a sostegno delle aree interne

13 Novembre 2019

L’ex ministro detta l’agenda al convegno di Tagliacozzo: «Riscoprire la vocazione dei territori con i fondi Ue»

TAGLIACOZZO. A partire dagli anni Settanta le aree interne dell’Abruzzo si sono andate via via spopolando. Gli abitanti sono emigrati nelle grandi città o all’estero in cerca di lavoro. Ora però si stanno registrando segnali di «un’inversione di tendenza». Ma perché questa diventi «stabile», «strutturale», occorre «riscoprire la vocazione autentica dei territori» e che «la montagna di soldi» che arriva dall’Unione europea venga spesa per «promuovere lo sviluppo» e «per non tradire le aspettative di chi ancora non è andato via».
È quanto emerso nella tavola rotonda tenutasi nell’aula consiliare di Tagliacozzo, alla quale hanno partecipato docenti e ricercatori delle Università dell’Aquila (Lina Calandra), di Roma Tor Vergata (Franco Salvatori, Pierluigi Magistri, Riccardo Pozzo), di Bologna (Franco Farinelli), del Politecnico di Torino (Antonio De Rossi), del Gran Sasso Science Institute (Giulia Urso), della Fondazione Ifel-Anci (Francesco Monaco). Moderatore Claudio Paravari del Centro studi Confronti.
All’incontro oltre al sindaco Vincenzo Giovagnorio, che ha fatto gli onori casa, e al consigliere Vincenzo Montelisciani, erano presenti anche i sindaci di Lecce nei Marsi, Gianluca De Angelis, Castellafiume, Giuseppina Pirozzi, e una rappresentanza degli studenti dell’Istituto tecnico per il turismo di Tagliacozzo, accompagnata dalla dirigente Patrizia Marziale.
Il convegno ha preso spunto dalla pubblicazione del volume “Riabilitare l’Italia. Le aree interne tra abbandoni e riconquiste”, a cura di Antonio Rossi. La Regione, chiamata direttamente in causa, in quanto spetta ad essa dare attuazione alla Legge quadro, per rilanciare le aree interne, mediante interventi di sviluppo locale sostenibile, e garantire i servizi essenziali, era rappresentata dall’assessore Guido Quintino Liris, che ha la delega proprio alle Aree interne. L’assessore ha assicurato che la «strategia per migliorare le condizioni delle aree montane sarà studiata insieme alle comunità locali». Tra le priorità, l’assessore pone la comunicazione digitale per «abbattere le distanze tra aree interne che tra loro non dialogano», la «valorizzazione delle eccellenze territoriali» e la «promozione, attraverso incentivi, di attività imprenditoriali giovanili».
Ha concluso l’incontro Fabrizio Barca, coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità, che fu ministro per la Coesione territoriale nel governo Monti. Barca ha insistito sulla necessità di «creare aggregazioni di Comuni» , «liberare le capacità imprenditoriali» e «coinvolgere le associazioni».
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