Baristi minacciati di morte: «Vi do fuoco»

16 Ottobre 2024

Via Marrelli ancora in balìa delle baby gang che da mesi tengono in scacco tutta la zona, presentata una denuncia

L’AQUILA. «Vi do fuoco». Tre parole, fortunatamente senza seguito, capaci però di ingenerare «un continuo stato di agitazione e di ansia» in chi se l’è sentite rivolgere: due gestori di un locale in via Marrelli – un uomo (R.D.M.) e una donna (E.D.A.) – ormai definitivamente entrati nel mirino della baby gang che da mesi tiene in scacco la zona, senza fare distinzioni tra residenti, commercianti o semplici passanti. L’episodio risale alla notte tra sabato e domenica, poco prima delle due, allorché le due vittime, una volta chiusa l’attività, si apprestavano a rincasare imbattendosi loro malgrado nel branco – composto da una decina di giovanissimi – che non ha esitato a cercare lo scontro attraverso minacce, spintoni e mani sul volto. Al punto da indurre l’uomo a chiamare le forze dell’ordine, temendo che la situazione potesse ulteriormente degenerare. Immediato l’arrivo di due volanti della polizia di Stato, alla vista delle quali si erano però già tutti dileguati.
Quindi una domenica di riflessione sul da farsi per evitare futuri guai. Infine la decisione di recarsi in questura e formalizzare una denuncia a carico del presunto “capo” della gang, un italiano (R.C.), già noto alle forze dell’ordine. La seconda, dopo quella per aggressione già formalizzata lo scorso 26 agosto, quando i due erano rimasti coinvolti in una scazzottata ai danni di tre clienti del locale, a loro volta raggiunti dal branco, e rimasti poi coinvolti nel tentativo di difendere i tre, con la donna che ha poi riportato contusioni su braccia e gambe e l’uomo derubato del telefonino col quale cercava di immortale gli aggressori nella speranza di agevolarne la successiva opera d’identificazione da parte delle forze dell’ordine. Telefono poi recuperato dagli amici della coppia, lanciatisi all’inseguimento degli aggressori per i vicoli del centro storico.
«Siamo stati circondati da un gruppo di circa otto dieci ragazzi, di cui quattro hanno preso ad insultarci e minacciarci anche di morte», si legge nel testo della denuncia. «La mia compagna ha tentato di mettersi in mezzo per separarci, ricevendo anche lei strattoni e spinte», è stato poi messo a verbale. «Uno di loro, prendendomi al volto, continuava ad insultarmi e provocarmi». Solo dopo «diversi tentativi di liberarci sono riuscito a contattare il 113 e richiedere l’invio di una pattuglia». Un episodio che rilancia quindi l’allarme baby gang nel capoluogo, oltre che sulle condizioni in cui versa via Marrelli in particolare, diventata un vicolo cieco senza alcuno sbocco su piazza Palazzo per via del cantiere. «Se avessimo almeno un passerella di accesso sulla piazza, non ci saremmo imbattuti nella gang che staziona usualmente all’intersezione con via Sallustio, unica via di fuga rimasta».
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