Battaglia legale su Juan Carrito: l’investitore querela gli animalisti

4 Marzo 2023

Presentata una denuncia per diffamazione nei confronti dell’associazione “Stop animal crimes” L’avvocato del giovane che travolse il plantigrado: cercano di attribuirgli responsabilità mai avute

CASTEL DI SANGRO. Lo avevano messo alla gogna accusandolo di aver avuto una guida pericolosa, non rispettando il limite di velocità stabilito in quel tratto di strada della statale 17, nei pressi di Castel di Sangro. Era stata messa in dubbio anche la tempestività con cui aveva allertato i soccorsi e di aver cambiato più volte versione, tanto da recarsi in procura per depositare un esposto contro il giovane per uccisione di animali. Ora, Luciano Grossi, l’uomo che lo scorso 23 gennaio investì e uccise l’orso Juan Carrito, mentre era alla guida della sua auto, querela il movimento animalista Stop Animals Crimes. Lo ha fatto dopo che i carabinieri lo hanno completamente scagionato da ogni responsabilità per la morte del plantigrado. Nella relazione sull’incidente depositata nei giorni scorsi in procura a chiusura delle indagini, i carabinieri della compagnia di Castel di Sangro spiegano che subito dopo l’incidente il giovane aveva immediatamente contattato il numero di emergenza 112, chiedendo assistenza per l’animale. Nel tratto di strada dove è avvenuto l’impatto non vi è illuminazione pubblica, l’asfalto si presentava bagnato e Grossi «andava piano con l’auto a causa della scarsa visibilità dovuta ad una lieve nebbia», hanno scritto i carabinieri nella loro relazione. «Luciano Grossi», afferma il suo legale, l’avvocato Gaetana Di Ianni, «è profondamente indignato perché fin dal primo momento è stato oggetto di durissime accuse per responsabilità che non ha mai avuto. La legge dice che è punita penalmente esclusivamente la morte di un animale provocata per crudeltà e senza necessità. Mentre l’esposto del movimento animalista cerca di attribuire al mio assistito, la responsabilità di tale reato senza che a quest’ultimo potesse essere addebitata alcuna responsabilità in tal senso». Motivo che ha spinto il giovane a sporgere querela per diffamazione, nei confronti dell’associazione ambientalista Stop Animals Crimes che si aggiunge alle decine già finite sul tavolo dell’Ufficio inchieste del Tribunale di Sulmona, contro i pesanti insulti sul web contro il giovane. Una storia, quella dell’orso Juan Carrito, che ha commosso il mondo intero. L'orso, il più piccolo di quattro fratelli avuti da mamma orsa Amarena, che fin da piccolo era apparso il più irrequieto e discolo della eccezionale cucciolata. Sempre l’ultimo della fila, quando seguiva mamma orsa e poi sempre più legato al territorio in cui era cresciuto, quando si è allontanato dalla famiglia per seguire il suo destino. Una favola che non ha avuto un lieto fine.
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