Battaglia legale sul poligono di tiro di San Vittorino

20 Agosto 2020

Secondo i legali del comitato di tutela, un’area di uso civico non può essere concessa per legge per un utilizzo privato 

L’AQUILA. Un'area di uso civico non può essere – per legge – concessa per un utilizzo privato. Tantomeno se il privato ci realizza sopra un poligono di tiro, che nulla ha a che fare con l'interesse pubblico.
DUE RICORSI. Partono da questo principio due azioni legali: ricorso al Tribunale amministrativo regionale ed esposto alla Corte dei conti, a firma del Comitato per la tutela di San Vittorino Amiterno. ]In particolare, con il ricorso al Tar, che sarà discusso a settembre, si impugnano i provvedimenti «con cui la Regione, il Comune dell’Aquila e il Comune di Pizzoli hanno concesso a un soggetto privato la zona di Colle San Mauro, un territorio di uso civico che, per definizione, dovrebbe essere destinato ad attività agro-silvo-pastorali o ad altre attività di interesse collettivo».
Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale e l'esposto alla Corte dei conti, sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa, che si è svolta a San Marco di Preturo, nella sede del Dominio collettivo dei Beni di uso civico (Aduc) delle frazioni di Preturo. Presenti l’avvocato Fausto Corti, il professor Fabrizio Marinelli, docente dell'Università dell’Aquila e uno dei massimi esperti italiani di diritto di Uso civico, e Nello Alfonsetti, vice presidente Aduc di Preturo. Ha introdotto la conferenza stampa Alessia Salvemme, esponente del Comitato, che ha tenuto a ricordare innanzitutto la figura di Giovanni Cialone, scomparso a fine giugno, che tanto si è battuto contro la presenza del poligono.
LA DIFESA. «L'operazione effettuata da Comune dell'Aquila, Comune di Pizzoli e Regione», ha detto l'avvocato Corti, «oltre a violare i diritti dei cittadini di San Vittorino, poiché consente ad un privato – la società Amiternum Academy – di godere in via esclusiva di un ampio territorio che per legge è destinato all'uso collettivo degli abitanti di San Vittorino, interferisce negativamente anche sull'eccezionale patrimonio dell'area, stante il fatto che il poligono si trova a ridosso dell'Anfiteatro di Amiternum».
I CONTI NON TORNANO. Inoltre, appare evidente il rilevante danno contabile prodotto con la concessione disposta in favore dell'associazione privata dal consiglio comunale di Pizzoli e dalla giunta dell'Aquila, accettando l'irrisorio canone offerto dall'associazione privata che gestisce il poligono, e cioè 500 euro annui per quasi nove ettari, con la motivazione che questa avrebbe dovuto eseguire opere costose per installare il proprio poligono di tiro. Tale esigenza avrebbe dovuto essere indifferente per i Comuni di Pizzoli e L'Aquila perché riguardava le infrastrutture necessarie al privato per svolgere la sua altrettanto privata attività, sicché non avrebbe potuto incidere sull'ammontare del canone di concessione. In sostanza, i Comuni di Pizzoli e L'Aquila hanno accettato di finanziare con denaro della collettività, mediante lo sconto del canone concessorio, le opere necessarie alla realizzazione del poligono di tiro». La posizione del Comune di Pizzoli è stata accettata anche dal Comune dell'Aquila. Infatti sull'area in questione ci sono una certezza e una incertezza.
CERTEZZE E INCERTEZZE. La certezza è che si tratta di uso civico. L'incertezza (che nasce nel 1927, quando San Vittorino, frazione del Comune di Pizzoli, passa al Comune dell'Aquila) è se si tratta di uso civico di Pizzoli o dell'Aquila (e quindi di San Vittorino, oggi frazione aquilana). Ecco perché, nelle more della sentenza che dovrebbe derimere la questione, la giunta comunale dell'Aquila «si è espressa con apposita delibera accettando integralmente la concessione stipulata dal Comune di Pizzoli, condividendone anche la rinuncia a un equo canone concessorio», da detto Corti.
PIZZOLI O SAN VITTORINO? «Si tratta adesso di stabilire se il demanio in questione appartiene ai naturali di Pizzoli o dell’Aquila», ha detto il professor Marinelli, «o, come appare maggiormente fondato, ai naturali di San Vittorino. Ma, a prescindere da tale aspetto, l’autorizzato mutamento di destinazione chiesto dai Comuni di Pizzoli e dell’Aquila, e autorizzato dalla Regione, è sicuramente illegittimo, quanto meno perché difetta l’interesse pubblico che è presupposto, appunto, del mutamento di destinazione». La conferenza stampa si è conclusa con l’intervento di Nello Alfonsetti, il quale ha parlato della nuova legge sugli usi civici: «San Vittorino è un luogo magico», hanno detto infine i componenti del Comitato per la tutela, «abbiamo il teatro, l’anfiteatro, l’acqua, le antenne, i terreni per il pascolo. Sono tutte ricchezze che devono essere valorizzate e devono essere investite per la collettività di San Vittorino». Il poligono, secondo quanto sostenuto dai residenti, causa anche un forte inquinamento acustico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA