Befana, la fiera si sposta

Il sindaco: stiamo cercando spazi alternativi, la sicurezza resta la priorità assoluta
L’AQUILA. Cerca nuovi spazi la fiera dell’Epifania aquilana, la più antica e grande d’Abruzzo. L’edizione numero 69, in programma il prossimo 5 gennaio, abbandonerà alcune zone del centro storico, dove i tanti cantieri aperti e i lavori in corso per i sottoservizi obbligano a scelte diverse.
Il dirigente dell’ufficio per la ricostruzione Vittorio Fabrizi sta lavorando, di concerto con la Fiva-Confcommercio e la polizia municipale, a due ipotesi, che domani saranno portate all’attenzione del sindaco Massimo Cialente: la fiera resta comunque dislocata in centro, ma con una diversa mappatura, cioè potrebbe allargarsi verso la Fontana Luminosa oppure verso la Villa Comunale.
L’obiettivo è garantire l’affluenza e la fruibilità ai tanti avventori della manifestazione, mantenendo un numero consistente di bancarelle, ma senza sottovalutare la sicurezza e l’attuale restringimento dei percorsi tradizionali. «Credo che gli aquilani comprenderanno» afferma il sindaco Massimo Cialente «che si tratta di una notizia positiva. Dobbiamo spostare la fiera per questa edizione, ma la motivazione è legata alla fase ormai avanzata di tanti cantieri nel centro storico, compresi quelli dei sottoservizi lungo Corso Vittorio Emanuele II. Tra impalcature e mezzi, è impossibile prevedere lo stanziamento degli espositori lungo alcune vie. Abbiamo fissato una riunione con gli uffici tecnici e i commercianti e prenderemo una decisione condivisa: uno spazio sufficiente a soddisfare le tante richieste arrivate, ma dove la gente possa passeggiare e fare acquisti in tranquillità». Dopo il sisma del 2009, la fiera dell’Epifania è tornata ad animare il cuore ferito della città, nonostante le restrizioni della zona rossa, già a gennaio del 2010, quando le 190 bancarelle, in quantità notevolmente ridotta, furono posizionate lungo l’anello della Fontana Luminosa. Nel 2011, furono recuperate altre aree, come via Zara, via Signorini Corsi, o la parte finale del Corso e una parte di piazza Duomo. Insomma, poco alla volta la fiera si è riappropriata del centro storico, riconquistando, nell’edizione dello scorso anno, anche i grandi numeri, con circa 400 banchi, su 537 richieste pervenute al Comune, e oltre 30mila presenze. «E’ proprio in previsione della grande affluenza di visitatori» spiega l’ingegnere Vittorio Fabrizi «che stiamo valutando due ipotesi di individuazione degli spazi, sempre all’interno del centro, ma espandendoci verso nord o verso sud. Non si può non tenere conto dei tanti cantieri aperti e dei lavori per i sottoservizi lungo il corso. Sto avendo una serie di incontri con i vigili urbani e i commercianti e a breve presenteranno le proposte al sindaco». Vorrebbe invece cambiamenti minimi, l’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano: «Credo che si possa mantenere l’attuale dislocazione» dice Di Stefano «che del resto è concentrata soprattutto nella zona di San Bernardino, via Zara e via Castello. Vorrei provare a riportare alcune bancarelle anche a Piazza Palazzo, visto che molti cantieri sono stati ultimati, e prendere in considerazione anche la parte di Piazza Duomo, scendendo verso la Villa Comunale. Secondo me si può individuare una soluzione, senza operare restrizioni». La Fiera dell'Epifania aquilana ha sempre richiamato folle di visitatori e turisti, che spesso sfidano anche il maltempo e le temperature gelide del mese di gennaio, grazie alle sue caratteristiche peculiari: l'ambientazione e l'amplia offerta merceologica. Prodotti per la casa e d’artigianato, enogastronomia e abbigliamento. Si va in cerca, tra bancarelle e stand, degli articoli più gettonati e soprattutto della novità che, puntuale, arriva a ogni edizione. Una tradizione irrinunciabile, per la città».

