Belvedere, per il ponte nuovo progetto

10 Ottobre 2020

Il Comune ora cancella l’ipotesi dell’archistar Marg e approva la struttura “strallata” della Breng: lavori in 8/9 mesi

L’AQUILA. Per quasi un anno si è parlato e scritto che il ponte Belvedere sarebbe stato ricostruito in base al progetto dell’archistar tedesca, Volkwin Marg. Per fargli “spazio” a fine giugno era stato “gettato a mare” anche il progetto della ditta aquilana Unirest. Ad agosto era stato reso pubblico un accordo con lo staff di Marg affinché chiunque avesse messo a punto il “preliminare” doveva tener conto dell’idea progettuale di Marg (l’immagine è apparsa più volte sulla stampa). Ieri pomeriggio, con una nota, il sindaco Pierluigi Biondi e il vice Raffaele Daniele hanno reso noto che il progetto Marg è finito nel cestino e che il ponte sarà “strallato” come da progetto della società “Breng bridge engineering” che già aveva collaborato alla progettazione del ponte Flaiano di Pescara. Si vocifera che Marg e i suoi collaboratori non l’abbiano presa benissimo. Ma tant’è. La vicenda va raccontata nel dettaglio.
LA STORIA. A metà agosto sull’albo pretorio del Comune compaiono a raffica una serie di delibere e determine che danno una forte accelerata all’iter per la demolizione e ricostruzione del cavalcavia. La delibera “madre” stabiliva che chiunque avesse fatto il progetto si sarebbe dovuto attenere alla proposta dell’archistar tedesca tanto che venivano fissate clausole e penalità in caso di non ottemperanza. Ora viene il dubbio che quell’intesa materialmente non sia stata mai firmata. Intorno a Ferragosto vengono pubblicati gli avvisi di manifestazione di interesse alla progettazione, con scadenza a fine agosto. Subito dopo il Comune chiede agli “interessati” di presentare un preventivo in modo da scegliere chi dovrà fare il progetto. Il miglior preventivo è stato giudicato quello di “Breng srl” che ha offerto un ribasso di circa il 30% (70.000 euro invece che i 100.000 previsti). Breng srl ha fatto la propria offerta come mandataria di un raggruppamento temporaneo di concorrenti composto coi seguenti mandanti: Bridge engineering srl, Mele engineering, Giulio Valerio Mancini, Silvia Placidi, Roberta Spagnoli, Federica Durante, Fausto Fracassi (che aveva redatto a luglio una perizia sulla stabilità del ponte), Davide Antioco Porcu, Emanuele Muselli. A questo punto il team di progettisti si è messo al lavoro tenendo conto di una serie di elementi previsti anche dal codice degli appalti. In 15 giorni sono state elaborate tre proposte: una si avvicinava molto all’idea di Marg, le altre due erano totalmente diverse. A quel punto la decisione finale è toccata alla giunta comunale. Fatte una serie di valutazioni tecnico-giuridiche la scelta è caduta sul ponte strallato che si vede nelle foto in pagina.
COSTI E TEMPI. Il ponte costerà 4,8 milioni e secondo indiscrezioni sarà realizzato (dal momento dell’apertura del cantiere) in 8-9 mesi al massimo. I lavori potrebbero svolgersi senza demolire l’edificio al civico 29 (pare che le procedure per tale demolizione rischiano di essere lunghissime, si parla di anni anche se Biondi e Daniele hanno assicurato che le due cose andranno insieme). Nel caso non si dovesse fare in tempo a demolire il palazzo gli inquilini, per il tempo del cantiere, avranno un alloggio alternativo. Ma questa per ora è solo una lontana ipotesi.
I COMMENTI. Nella nota di Biondi e Daniele si legge: “La giunta ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la ricostruzione del ponte Belvedere. Siamo di fronte a un punto cruciale per il futuro della nostra comunità. Sarà realizzata un’opera attesa da anni, fondamentale sia per ripristinare la viabilità dell’area sia per ricucire, non solo in termini architettonici e urbanistici, con eleganza e sobrietà un collegamento importante tra il centro storico e il resto della città. L’iter per il nuovo ponte viaggerà parallelamente a quello della demolizione dell’esistente affinché non si perda neanche un giorno utile per procedere alla ricostruzione, che avverrà attraverso la procedura dell’appalto integrato. Contiamo, se non vi saranno contrattempi, di avere già entro la fine dell’anno il nome dell’impresa esecutrice, che avrà circa otto mesi per riconsegnare i lavori”. La soluzione individuata, quella del ponte strallato, si legge ancora nella nota, “presenta la massima modernità formale, caratterizzandosi come un forte segno distintivo della città e una vera e propria piattaforma aerea di belvedere sulla valle. La semplicità dello schema strutturale e la leggerezza garantiscono il minimo scostamento dal modello teorico, su cui fondare le valutazioni di comportamento statico e dinamico”.
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