Bianchi lascia l’incarico nell’ufficio di presidenza

Fibrillazioni causate da alcune divergenze nella gestione del regolamento Siluro alla presidente Di Marzio e possibili ripercussioni sull’attività dell’aula
SULMONA. Scoppia la crisi nell’ufficio di presidenza del consiglio comunale. La consigliera di minoranza Elisabetta Bianchi, decide di rassegnare le dimissioni da componente dell’ufficio per «le insanabili divergenze sulla gestione dell’ufficio di Presidenza e sull’applicazione del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale e delle commissioni consiliari» con il presidente dell’assemblea civica, Katia Di Marzio. Un fulmine a ciel sereno che va a minare la stabilità di una delle istituzioni più importanti dalla quale dipende il corretto svolgimento dell’intera attività consiliare. Anche perché il “siluro” alla presidente Di Marzio, arriva dal fuoco amico. La Bianchi è componente della stessa minoranza di cui fa parte Di Marzio.
Una situazione sicuramente particolare e difficile che apre il fronte a nuovi scenari e sancisce ufficialmente la crisi nell’ufficio di presidenza di Palazzo San Francesco. Non è da escludere infatti, che nei prossimi giorni anche gli altri componenti dell’Ufficio, Deborah D’Amico e Bruno Di Masci, entrambi espressi dalla maggioranza, possano seguire l’esempio dell’esponente di Fratelli d’Italia costringendo la presidente a rassegnare le dimissioni. Al di là delle divergenze sulla gestione dell’ufficio e sul regolamento, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso nei confronti della Di Marzio sarebbe stata la conduzione dell’ultima seduta consiliare, quella sul bilancio di previsione.
Anche se segnali di insofferenza nei confronti della presidente del consiglio comunale, erano arrivati a più riprese dai banchi di maggioranza per un atteggiamento ritenuto “non troppo istituzionale” della presidente Di Marzio, per i suoi voti contrari in aula. Soprattutto il sindaco si era lamentato del modo «troppo partigiano» con cui la presidente ha gestito il suo ruolo. E non è escluso che a pochi mesi dalle elezioni il consiglio comunale si ritrovi a dover eleggere un nuovo presidente. Intanto dalla Lega arrivano al sindaco Annamaria Casini un’interrogazione e la convocazione della commissione di controllo e garanzia sul caso scoppiato all’interno della polizia municipale.
Una situazione, a giudizio del capogruppo, preoccupante. «In una città dove non c’è lavoro e i giovani sono costretti a trasferirsi non è accettabile che persino chi ha la fortuna di lavorare qui sia costretto a richiedere una mobilità in altri Comuni», afferma la consigliera Roberta Salvati. «Il benessere delle risorse umane e il conseguente ottimale andamento lavorativo dipende soprattutto da una collaborazione leale e dal rispetto delle persone», prosegue l’esponente leghista. «Finora purtroppo vista la situazione si rileva un grosso limite e una grande incapacità organizzativa, ma comunque riteniamo utile fare chiarezza nelle sedi opportune e quindi nell’assise civica per interrompere questa emorragia che fa solo male alla città di Sulmona». Sempre che si riesca a indirlo il consiglio comunale, alla luce della crisi aperta nell’ufficio di presidenza dalla stessa minoranza.
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