Biglietto intimidatorio a Taccone La maggioranza: piena condanna

9 Aprile 2021

I colleghi della consigliera che ha ricevuto la minaccia esprimono solidarietà e chiedono chiarezza:  «Siamo certi che saprà superare questo difficile momento, speriamo sia stato solo un brutto scherzo»

CELANO. Dura condanna da parte della maggioranza al Comune di Celano del messaggio intimidatorio recapitato, nel giorno di Pasqua, a casa della consigliera Angela Taccone, anche lei esponente della coalizione ma finita al centro del dibattito politico negli ultimi giorni per la sua assenza nell’ultimo consiglio. «Condanniamo senza se e senza ma», affermano i consiglieri di maggioranza, «la minaccia contenuta nel biglietto indirizzato a Taccone ed esprimiamo a lei la più totale solidarietà e vicinanza. Ci auguriamo che gli organi competenti possano far luce sulla vicenda, sperando che sia solamente uno scherzo di cattivo gusto». La frase: «Adesso paghi tu!» è stata scritta su un foglietto appallottolato e trovato dalla consigliera nel giardino di casa, davanti al cancello, alla periferia del la città. «Siamo sicuri», afferma la maggioranza, «che la tenacia e la fermezza della nostra collega Angela sapranno aiutarla a superare questo brutto momento. Tutta la maggioranza le è vicina». Il foglio era accartocciato, come se fosse stato lanciato. Alla fine del messaggio, scritto con un pennarello nero, due segni di colore rosso e verde. «Non voglio saltare a conclusioni affrettate», è stato il commento del consigliere Taccone, «spero che si sia trattato di un episodio isolato non legato a questioni serie o a vicende politiche. Non attribuisco l’accaduto a una questione politica perché sarebbe veramente il colmo. Non si può fare un’assenza in consiglio per motivi personali e subire conseguenze di questo tipo. Mi sento di escludere questa ipotesi». Intanto a Celano si attende l’evoluzione della situazione politica attualmente in fase di stallo, in attesa dei risvolti giudiziari provocati dall’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco Settimio Santilli e del vice Filippo Piccone, che si è dimesso, così come l'ex assessore Barbara Marianetti, indagata e inizialmente sottoposta all’obbligo di firma. Per il primo cittadino, attualmente sospeso, permane il divieto di dimora a Celano. Così è stato disposto dal tribunale del Riesame che ha revocato gli arresti domiciliari. Misura che era stata adottata nell’ordinanza firmata dal gip Maria Proia. Si attendono le motivazioni della decisione del Riesame e poi potrebbe essere presentato un ricorso in Cassazione. Qualora nei suoi confronti dovessero essere revocate tutte le misure, il sindaco tornerebbe alla guida dell’amministrazione comunale. Sulla vicenda interviene anche Nazzareno Mascitti, ex dirigente socialista e politico di lungo corso, che chiede il ritorno alle urne. «Fuori i mercanti dal tempio, si volti pagina», dice, «che ognuno torni a casa, togliendo le famiglie coinvolte dalle loro ambasce, la parola al popolo sovrano».