Bignotti: istituire un liceo sportivo specializzato negli sport invernali

L’assessore alle Politiche sociali e abitative sottolinea «l’occasione per la nostra città» Malafoglia (Fd’I-An): nelle assegnazioni da introdurre criteri di premialità per chi risiede da 10 anni
L'AQUILA. Istituire all'Aquila un liceo sportivo specializzato negli sport invernali, sulla base di un modello già funzionante a Tarvisio. È tra le proposte dell'assessore alle Politiche sociali e abitative, Francesco Bignotti, finalizzate a garantire un futuro al progetto Case. Molto si è discusso, infatti, in questi otto anni di esistenza dei quartieri antisismici in merito alla possibilità di riutilizzare gli appartamenti una volta che avranno esaurito la loro funzione assistenziale. «Di fatto», spiega l'assessore ai microfoni di Streaming world tv, «una realtà di questo tipo è davvero poco presente sul territorio nazionale e costituirebbe un'occasione per questa città». Non è questa l'unica possibilità allo studio. Si pensa anche a un bando finalizzato a far uscire i giovani tra i 25-30 dal guscio familiare, grazie a degli affitti a prezzi competitivi.
«E poi», aggiunge, «dal momento che le richieste del ministero dell'Interno prevedono il potenziamento delle presenze delle forze armate in città, stiamo pensando di predisporre altri bandi destinati in maniera esclusiva a polizia e militari».
IL NODO ACCOGLIENZA. Continua intanto la diatriba politica in relazione ai parametri di accoglienza. La scelta di sospendere il bando per l'assegnazione degli alloggi del Progetto case ha attirato le critiche di quanti intravedono in questo un modo come un altro per frenare l'insediamento di stranieri. «Le cose non stanno così», sottolinea Bignotti, «abbiamo deciso di sospendere il bando in autotutela perché rispetto a quando è stato emanato le condizioni sono cambiate».
Alle parole dell'assessore ha fatto eco di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Michele Malafoglia: «Se un provvedimento è stato preso lo si è fatto per una serie di ragioni: perché c’è necessità di rispondere all'esigenza di rendere i complessi antisismici vivibili e fruibili e non trasformarli in ghetti».
Una riflessione che si estende anche alla scelta di introdurre dei criteri di premialità per chi risiede all'Aquila da 10 anni, a partire dai bandi futuri. «Pensare di assegnare un punteggio più alto nelle graduatorie a chi risiede da anni nel capoluogo», valuta Malafoglia, «agevolerà non solo le famiglie di italiani che hanno deciso di rimanere dopo il 6 aprile 2009 ma anche quei nuclei di persone di nazionalità straniera che vivono da tempo in città, sono perfettamente integrati e sono parte attiva nella società aquilana. Siamo stanchi di ricevere lamentele di donne e uomini che ogni anno presentano domanda per gli alloggi e sistematicamente vengono scavalcati da chi non ha legami con il territorio», conclude l’esponente di Fdi-An.
«La nostra politica è sempre stata chiara: “prima gli aquilani” non può essere solo uno slogan, ma un sistema di politiche e azioni per tutelare tutti coloro che vivevano in città prima del sisma e hanno scommesso sul futuro di questa città».(fab.i.)
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