Bilancio consuntivo, De Angelis battuto

20 Maggio 2019

La conferenza dei capigruppo non vota la fissazione del consiglio (12 voti contro 11) per evitarne lo scioglimento

AVEZZANO. Maggioranza battuta a palazzo di città, dove la conferenza dei capigruppo, con l’assist decisivo del consigliere Leonardo Rosa (Fd’I), ha affossato il disegno della coalizione De Angelis mirato a riportare il bilancio consuntivo in aula per l’approvazione anti-scioglimento. Il summit domenicale riparatore (sabato è stato annullato per irregolarità nella convocazione) fissato dal presidente, Iride Cosimati, per indire il consiglio sabato è finito in una mezza “Caporetto”: 12 voti contrari e 11 a favore. La disfatta totale, ovvero la “fissazione del consiglio per giovedì 23”, avanzata dal consigliere Mario Babbo, è stata evitata per il rotto della cuffia: il presidente ha chiuso la seduta. Unanime il pensiero dei capigruppo di minoranza: “maggioranza ai titoli di coda”. La tabella di marcia della risicata maggioranza di centrodestra, “calendario alla mano”, è saltata per l’abbandono in corso d’opera (per impegni) del capogruppo del misto, Giovanni Luccitti, allineato con la maggioranza: il sostituto, Rosa, entrato in rotta di collisione dopo la “sveltina” sull’assessorato non condiviso a Fratelli d’Italia, scelto dal duo Cosimati-Gentile, ha sposato le tesi della minoranza in ordine procedurale, sostanziale e politico, e la maggioranza è andata sotto. «Non c’era tutta quest’urgenza», afferma Rosa, «visto che non era stata comunicata ai consiglieri la diffida del prefetto sul consuntivo da approvare entro il 5 giugno, mentre non si vedono sviluppi sull’impegno assunto all’unisono in consiglio per riportare il mercato in centro entro fine maggio». Per Rosa, quindi, in linea temporale, prima del consuntivo c’è il mercato al centro. Musica per le orecchie della minoranza. «Vista la situazione», taglia corto Babbo, «ritengo doveroso, questa volta sì, per il bene della città, ridare voce agli elettori». Sulla stessa lunghezza d’onda Roberto Verdecchia. «Quest’amministrazione nata attraverso un parto travagliato e con forzature», sottolinea, «volge alla fine stante anche l’illegittimità della convocazione domenicale dei capigruppo in barba a regolamento e leggi. Non poteva che finire così. Arroganza e prepotenza verso la città sono state rispedite al mittente». Per Giovanni Di Pangrazio, «la maggioranza è in confusione totale, mentre la città è abbandonata: l’unica presenza del Comune avvertita dai cittadini è legata alle multe del T-Red». Nel mirino anche Cosimati. «Sono arrivati alla fine», chiosa Cristian Carpineta, «mentre la presidente Cosimati va rimossa: l’adunanza era illegittima, però siccome si è votato, volevamo fare una proposta per fare il consiglio giovedì. Ci ha chiuso il microfono».
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