Bimbe contese, assolte la nonna e la zia

13 Gennaio 2019

Celano, avevano inveito contro forze dell’ordine e assistenti sociali che volevano portare via le nipotine

CELANO. Erano accusate di avere aggredito e minacciato forze dell'ordine e assistenti sociali, che tentavano di accompagnare le due nipoti minorenni in una casa famiglia.
Si tratta di due donne di Celano, di 69 e 49 anni, nonna e zia delle bimbe, finite sotto processo per rispondere dei reati di oltraggio a pubblico ufficiale e lesioni. Dopo anni di processi sono state assolte dal giudice del tribunale di Avezzano, Daria Lombardi, perché il fatto non sussiste. Una psicologa era anche stata presa per i capelli e trascinata per alcuni metri. I fatti risalgono al 2011 quando nell'abitazione delle due donne, mamma e figlia, arrivarono gli agenti della polizia locale di Celano, i carabinieri della stazione, l'assistente sociale e la psicologa. Presente anche la mamma delle bambine. Dovevano eseguire un decreto emesso dal tribunale per i minorenni dell'Aquila, che disponeva il trasferimento delle due minorenni al servizio sociale territorialmente competente. Secondo l'accusa, una delle imputate aveva inveito e aggredito gli agenti dicendo loro più volte che non dovevano avvicinarsi alle bambine. Nonna e zia avrebbero poi intimato alle forze dell'ordine di non perseguitare la loro famiglia avvertendo che nessuno sarebbe entrato in casa senza la presenza di un avvocato e dando dei «camorristi» a tutti gli organi intervenuti, minacciandoli di denunciarli all'antimafia e al presidente della Repubblica. Una di loro, sempre secondo l'accusa, si sarebbe inoltre scagliata contro gli agenti e contro l'assistente sociale procurandole delle ferite. Era stata trasportata al pronto soccorso e sottoposta a medicazioni, per essere infine dimessa con una prognosi di 5 giorni. Una delle due donne l'aveva infatti afferrata per i capelli con violenza strattonandola e trascinandola a terra. Per tale motivo le forze dell'ordine e gli organi di competenza sociale erano stati costretti a rinviare l'esecuzione del provvedimento e a ritornare il giorno successivo. Sotto indagine, in un primo momento, era finita anche la madre delle bambine ma successivamente la sua posizione si era alleggerita ed era stata stralciata dall'accusa. Dopo diversi anni ora è arrivata la sentenza, che scagiona anche le due imputate, difese dall'avvocato Domenico Quadrato. (p.g.)
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