Bimbo curato male, scontro in aula

29 Giugno 2019

I consulenti “scagionano” l’imputato, ma la parte civile non ci sta

L’AQUILA. Si sta avviando verso la fine un processo a carico di un infermiere del San Salvatore Vincenzo Palumbo, accusato di lesioni. Egli è finito sotto accusa per aver causato, involontariamente, una patologia della durata di oltre quaranta giorni a un bimbo, somministrandogli, senza rispettare il piano terapeutico, una fiala di medicinale di cento grammi ma la dose giusta non doveva superare i 30. Per cui ci furono delle complicazioni considerevoli con alterazione del metabolismo lipidico e arresto dell’incremento del peso previsto con la crescita. Questo comportò la necessità di sottoporre il minorenne a un monitoraggio clinico e di laboratorio con accessi ambulatoriali programmati allo scopo di controllare i valori risultati alterati fino alla normalizzazione avvenuta alcuni mesi dopo i fatti che risalgono al dicembre 2014. La denuncia fu presentata nel febbraio del 2015 e poi ci fu il rinvio a giudizio con citazione diretta da parte del pm Simonetta Ciccarelli.
Ieri sono stati sentiti due periti del pm dal giudice, Giuseppe Romano Gargarella, i quali, per la verità, hanno minimizzato non poco sulla portata delle accuse escludendo il nesso di causalità e suscitando il dissenso della parte civile rappresentata dall’avvocato Claudio Verini, mentre il pm onorario in aula era Rita Di Gennaro.
Il processo è stato rinviato a settembre e in quella data sarà sentita una consulente della parte civile. A settembre, visto che i contributi al processo dovrebbero essere terminati, ci saranno le richieste delle parti e poi il giudice entrerà in camera di consiglio.
L’assoluzione per l’imputato, che è nato ad Avezzano nel 1986, ma vive a Celano, sembra a portata di mano senza dimenticare, però, che il giudice è “perito dei periti”. (g.g.)
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