Bimbo morto in ospedale, ex primario assolto

Il professor Nigro scagionato dopo due condanne. La Cassazione aveva rimesso il processo a Perugia
L’AQUILA. Ha dovuto attendere oltre otto anni dal fatto e, unico di quattro imputati e condannati, ha rinunciato alla prescrizione pur di ottenere il riconoscimento della propria innocenza e, soprattutto, della propria «non intaccata capacità professionale».
Il professore Giovanni Nigro, già direttore dell’Unità operativa di Clinica Pediatrica, primario di Pediatria dell’ospedale regionale “San Salvatore” dell’Aquila, era stato condannato, insieme con altri due pediatri e un chirurgo, per la morte di un bambino di 5 anni, sia dal tribunale sia dalla Corte d’Appello dell’Aquila.
«Allo scopo di conseguire un giudizio approfondito», scrive l’avvocato Claudio Ferrazza, del Foro di Roma, «il professore Nigro aveva deciso di rinunciare alla prescrizione e aveva così ottenuto che la Corte di Cassazione annullasse le sentenze di condanna rimettendo il procedimento di fronte alla Corte d’Appello di Perugia. Quest’ultima ha finalmente disposto quella consulenza tecnica d’ufficio che i giudici dell’Aquila avevano più volte negato e che ha stabilito la totale assenza di ogni responsabilità in capo al professore Nigro».
«Inutile dire che siamo soddisfatti», ha aggiunto il penalista Ferrazza, difensore del clinico. «Soprattutto va dato atto al mio assistito di avere avuto il coraggio di rinunciare alla prescrizione pur di ottenere l’accertamento della verità».
Il piccolo paziente, che aveva 5 anni all’epoca dei fatti, fu ricoverato nell’estate del 2011 al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale regionale “San Salvatore”, dove perse la vita il giorno seguente il suo ingresso. Da questa tragedia prese il via il procedimento penale nei confronti dei medici.

