Bimbo trascinato via dalla scuola In piazza i genitori dei compagni

Mercoledì corteo e manifestazione al Tribunale per i minorenni dell’Aquila per sollecitare soluzioni Ad aprile l’alunno venne prelevato dagli zii. Mobilitazione dopo due denunce e sei mesi di silenzi
AVEZZANO. Si trova ancora affidato agli zii da quando, quella mattina del 12 aprile, è stato prelevato davanti alla scuola tra urla e grida. Dopo sei mesi ancora vige un provvedimento provvisorio. A sostegno della madre del bambino avezzanese di 8 anni, che oggi si trova in una regione del Nord nonostante la mobilitazione di numerosi genitori, scenderanno in piazza le mamme, con una manifestazione davanti al Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Il sit-in si terrà mercoledì prossimo alle 10 e il corteo partirà dalla rotonda di via Strinella. Il sit-in è stato organizzato dalle altre mamme della scuola di Avezzano che chiedono certezze sulla vicenda.
IL FATTO. Il bambino è stato prelevato dagli zii all’uscita della scuola, contro la sua volontà, tra grida, urla e pianti, davanti agli occhi allibiti di compagni, insegnanti e genitori. Una scena molto dura, tanto da aver segnato i presenti, fino a spingere un gruppo di mamme avezzanesi a inviare più di un mese fa una richiesta al tribunale per i minorenni dell’Aquila e al Garante per l’infanzia.
APPELLO INASCOLTATO. Una lettera accorata in cui si chiede di riportare il bambino ad Avezzano dalla madre e nella sua scuola, con i suoi compagni. Appello rimasto inascoltato. L’affidamento provvisorio è scattato al termine di una diatriba legale tra genitori e in particolare da quando al padre del bambino venne tolta la patria potestà. Da allora il piccolo ha vissuto con la madre, fin quando l’uomo non ha chiesto una nuova perizia per poter riottenere la responsabilità genitoriale. In seguito a questa nuova perizia, però, il giudice del Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha emesso il provvedimento provvisorio in cui toglie la responsabilità anche alla madre e affida il bambino agli zii paterni (che vivono in un’altra regione, vicino al padre del piccolo) in attesa di perizie.
«SIAMO PREOCCUPATI». Una mobilitazione è scaturita da questa situazione. Gli altri genitori si dicono «preoccupati per la terribile situazione che sta vivendo il bambino» e «sconvolti dai modi brutali, violenti e aggressivi con i quali il piccolo è stato prelevato dagli zii paterni all’uscita di scuola». Colpito dalle modalità di prelevamento del bambino, un gruppo di genitori, una ventina, ha avviato una vera e propria mobilitazione. «Per oltre un’ora», hanno raccontato nella denuncia al tribunale, «il bambino ha cercato di resistere agli zii che lo hanno infine buttato dentro la macchina». Il tutto alla presenza di insegnanti, preside, assistenti sociali, altri genitori.
BIMBI SOTTO CHOC. «Gli altri alunni», si legge nella lettera inviata al giudice e al garante, «sono stati vittime di violenza assistita. Si può solo immaginare lo stato d’animo dei compagni del bambino che sono molto preoccupati per il loro caro amico e desiderano tanto rivederlo».
DIVERSE ADESIONI. Lo scopo della mobilitazione di mercoledì è quello di fare in modo che il bambino «venga presto riaffidato alla madre» e di «accorciare i tempi burocratici per le perizie sulla donna». Al sit-in parteciperanno anche il presidente del movimento Più Italia, Fabrizio Pignalberi, e uno dei responsabili dei movimenti genitoriali italiani, Fabrizio Mammana.
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