Biogas, giallo sui contratti Scontro tra gli agricoltori

3 Ottobre 2019

L’Opoa Marsia fornirà gli scarti all’impianto. Alcuni soci: «Noi all’oscuro di tutto» Il presidente D’Apice: «Clamore ingiustificato». Il comitato si rivolge ai carabinieri

COLLARMELE. Si inasprisce la polemica sull’impianto di biometano che dovrebbe sorgere nel territorio del comune di Collarmele al confine con Pescina e San Benedetto dei Marsi. Dopo la dura presa di posizione dei sindaci e la costituzione di un comitato civico per la «tutela della salute e dell’ambiente», che si propone di impedire la realizzazione della struttura, a gettare benzina sul fuoco è stata la notizia che alcuni soci della Opoa Marsia – la coop agricola che ha stipulato l’accordo con la Biometano Energy, la società che ha presentato il progetto, per il rifornimento della materia prima – erano all’oscuro di tutto.
I SOCI RIBELLI. Tra questi c’è Fabrizio Cambise, che ricopre anche il ruolo di presidente regionale di Confagricoltura. «Non ne sapevo nulla e come me altri soci», ammette candidamente Cambise, «del contratto preliminare sottoscritto con la Biometano Energy, anche se credo il presidente della cooperativa l’abbia fatto in assoluta buona fede. Come presidente di Confagricoltura», aggiunge Cambise, «non sono contrario a impianti come quello che dovrebbe sorgere nel Fucino, purché a promuovere l’iniziativa siano persone che operano nel mondo agricolo e che conoscono il territorio. Va anche tenuto presente che alcune aziende utilizzano i sottoprodotti agricoli come mangime per gli animali».
OPOA MARSIA CHIARISCE. «Non riesco a capire tutto questo clamore», interviene il presidente della Opoa Marsia, Luigi D’Apice, «la coop, tra diretti e indiretti, conta circa 200 soci. Ho sottoscritto il contratto con la Biometano Energy nel maggio 2018, dopo aver avuto l’assenso da un gruppo di imprenditori agricoli. Non credo che fosse necessario interpellare tutti i soci. Nessuno è obbligato a rispettare quell’accordo. Ognuno è libero di conferire o meno i sottoprodotti agricoli alla Biometano Energy. Mi sento di dire però che questo impianto, oltre a non inquinare, ci risolve il problema dello smaltimento degli scarti e fornirà alle aziende agricole un fertilizzante privo di metano e di Co2».
BIOMETANO ENERGY. Il montare della protesta intanto non sembra impensierire la società che ha presentato il progetto. «Siamo tranquilli», ha dichiarato Claudio Peraino, imprenditore triestino e uno dei maggiori soci della Biometano Energy, «abbiamo un contratto firmato dal legale rappresentate della Opoa Marsia. Se qualcuno sostiene che il contratto è falso agiremo nelle sedi legali. Abbiamo parlato con il signor D’Apice e ci ha assicurato che la sua azienda, insieme a quella di altri soci della cooperativa favorevoli all’impianto, è in grado di fornirci il quantitativo di materia prima necessario per avviare l’impianto. Si può stipulare dunque un nuovo contratto». L’imprenditore si dice amareggiato per l’atteggiamento ostile manifestato dagli amministratori e dalle comunità locali verso una struttura che «non solo produrrà energia pulit»a ma «non avrà alcun impatto sull’ambiente». Ma si dice fiducioso che, dopo l’ok avuto in sede di Conferenza dei servizi, arrivi anche quello del Responsabile unico del procedimento.
IL COMITATO DENUNCIA. Nel frattempo, il comitato civico, costituitosi a metà settembre e che ha raccolto numerose adesioni, non si dà per vinto. Appena ha appreso che alcuni soci della Opoa Marsia erano all’oscuro del contratto stipulato con la Biometano Energy hanno segnalato il caso ai carabinieri di Pescina, Collarmele e San Benedetto dei Marsi, affinché «accertino se via siano state delle irregolarità». Nel mirino del comitato sono finiti anche alcuni consiglieri regionali, per non aver preso posizione contro l’impianto, «dimenticando che la questione ormai è di natura amministrativa e non politica».
SI ASPETTA LA REGIONE. Se dai chiarimenti che la Biometano Energy avrebbe dovuto fornire al Servizio di politica energetica regionale dovesse risultare che l'impianto non comporta alcun rischio per la salute dei cittadini e per l’ambiente, dopo il via libera del Dipartimento agricoltura della Regione, dell’Arta, dei vigili del fuoco e dell’Asl, diventa difficile per la Rup, Iris Flacco, non dare l’ok all’impianto.
I DUBBI DI MOSTACCI. Il sindaco di Collarmele, Antonio Mostacci, questo deve averlo capito. Tanto che in una lettera aperta indirizzata al presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, e ai consiglieri, ha spiegato che le ragioni che lo spingono a opporsi alla realizzazione dell’impianto sono di natura sociale. La struttura creerebbe «grandissimi problemi», in quanto sorgerebbe «su un territorio già pesantemente condizionato da impianti di energia rinnovabile che ne hanno profondamente modificato, in peggio, l’aspetto e il paesaggio», sottrarrebbe «suolo all’agricoltura, fonte primaria di reddito della Marsica», si troverebbe «a ridosso di zone di produzione di prodotti Ipg: carote e patate», e inoltre sorgerebbe «su un territorio emotivamente sconvolto da un’alta incidenza di malattie tumorali».
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