Biondi detta l’agenda, il Pd: «Dimettiti»

10 Gennaio 2021

Il sindaco: «Rimettiamoci in marcia». I democratici lo attaccano: «Sta costruendo un percorso politico per se stesso»

L’AQUILA. Le feste sono finite, la crisi politica no. Ma il sindaco Pierluigi Biondi (Fratelli d’Italia) ha priorità da “far marciare”, le stesse enunciate lo scorso 30 dicembre quando, in risposta alla Lega – a seguito dell’ennesima rottura provocata dai salviniani in consiglio – aveva rivendicato una serie di risultati che la sua giunta aveva raggiunto o era in procinto di raggiungere. Un elenco di cose fatte o da fare sbandierato con orgoglio per azzittire gli alleati riottosi e insoddisfatti dell’operato dell’amministrazione. «Siamo pronti per la realizzazione del nuovo ponte Belvedere e il rifacimento di piazza Duomo», aveva detto il primo cittadino, «abbiamo restituito alla comunità due scuole, quella di Arischia e la Mariele Ventre, e sono stati validati i progetti per la ricostruzione di altri istituti scolastici, come l’infanzia Pettino-Vetoio, Celestino V, Polo scolastico Gignano-Sant’Elia solo per citarne alcuni, dopo anni di impasse l’edilizia cimiteriale del capoluogo e delle frazioni è stata sbloccata, gli impianti sportivi di Piazza d’Armi e dell’intero territorio sono oggetto di lavori di ripristino e riqualificazione, abbiamo ottenuto il riconoscimento Unesco della Perdonanza e siamo tra le dieci finaliste per capitale italiana della cultura 2022, siamo in linea con le principali realtà europee per diffusione e incentivazione della mobilità elettrica, è stata vinta la battaglia per il rifinanziamento della ricostruzione con 2,75 miliardi, abbiamo ottenuto la prima scuola di formazione dei Vigili del fuoco in Italia e potrei continuare a lungo».
Ma se Biondi detta la sua agenda, qualcun altro è pronto a usare matita rossa e bianchetto. Come nel caso del Partito democratico. «Biondi mente sapendo di mentire e continua a far passare per suoi progetti pensati e avviati dalla precedente amministrazione», gli rispondono in coro i Dem, che ieri hanno ribattuto alle affermazioni rilasciate in questi giorni dal sindaco sulla crisi di maggioranza e sugli interventi avviati dalla giunta, non ultimo quello per l’apertura, nel 2021, di otto nuovi cantieri per la ricostruzione dell’edilizia scolastica.
«Le deroghe al codice degli appalti per le quali Biondi ha rivendicato il ruolo di Fratelli d’Italia sono state introdotte dal governo in virtù della pandemia, il suo partito non ha meriti», hanno osservato Emanuela Di Giovambattista, Carlo Benedetti, Stefano Albano, Stefano Palumbo, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pietro Di Stefano e Quirino Crosta, «e anche i soldi per la ricostruzione non sono una sua vittoria: li ha messi il governo».
«L’attuale crisi di maggioranza», hanno attaccato quelli del Pd, «non ha niente a che vedere con i tanti problemi che ha L’Aquila. Lo dimostra anche il fatto che è stata discussa in un tavolo che si è svolto a Pescara. È solo uno scontro personale tra Biondi e D’Eramo per stabilire chi dei due sarà candidato nel collegio dell’Aquila alle prossime elezioni. Ed è ridicolo che la soluzione individuata passi per una richiesta di scuse, come se fosse una lite tra compagni di classe. Biondi sta costruendo un percorso politico per se stesso a discapito della città, che invece continua a rimanere senza una visione e senza risposte su molti problemi».
«Piuttosto che continuare con questa inerzia», osservano gli esponenti del Pd, «è meglio lo scioglimento del consiglio comunale».
«Tra pochi mesi, il Covid sarà superato e tra qualche anno anche la ricostruzione sarà finita», ha sottolineato Cialente, «in questo momento non c’è una discussione su cosa sarà questa città nel post Covid o nel 2030. Mi colpisce», ha poi aggiunto l’ex sindaco scoccando una stilettata al Passo Possibile, «che qualcuno possa dire: ci vediamo tra un anno e mezzo alle elezioni. Di questo passo, tra un anno e mezzo, come città, saremo morti».
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