Biondi in consiglio senza i tre assessori

Oggi prima seduta dopo l’espulsione della Lega dalla giunta, non ci sono i sostituti. De Santis (Idv): balletto assurdo
L’AQUILA . In consiglio con la giunta a ranghi ridotti. Il sindaco Pierluigi Biondi si presenterà oggi all’appuntamento in aula, virtuale perché le sedute si tengono in videoconferenza a causa della recrudescenza della pandemia, senza aver colmato il vuoto creato con l’estromissione dei tre assessori della Lega. È passato pochissimo tempo dal decreto, firmato nel tardo pomeriggio di mercoledì, con cui il primo cittadino ha ritirato le deleghe a Daniele Ferella, Fabrizio Taranta e Fabrizia Aquilio, ma sarebbe bastato a chiudere la partita nominando i sostituti. Biondi aspetta ancora un passo, per quanto improbabile, di riavvicinamento da parte del Carroccio o intende quantomeno togliere ogni possibile appiglio di ulteriore polemica all’alleato che tre mesi fa lo ha apertamente contestato in aula, innescando la crisi.
Da votare oggi ci sarà piano per il commercio proposto dall’assessore e vicesindaco Raffaele Daniele e quello diventerà il banco di prova per i rapporti tra la Lega e l’amministrazione da qui in avanti. Al licenziamento dei tre assessori non sono seguite, infatti, reazioni ufficiali da parte dei salviniani. Nella seduta della commissione Gestione del territorio, riunita ieri mattina sempre su piattaforma digitale, i consiglieri leghisti si sono espressi a favore dei provvedimenti illustrati dal presidente Luca Rocci. Non si trattava di atti di particolare rilievo, ma l’avallo da parte dei rappresentanti del Carroccio è stato letto come un momentaneo segnale di non belligeranza. L’appuntamento con il voto di oggi sarà comunque ben più significativo.
A intervenire, invece, sugli ultimi sviluppi della crisi in maggioranza è il capogruppo di Idv-Cambiare Insieme Lelio De Santis. «Finalmente il sindaco prende una decisione», afferma il rappresentante dell’opposizione riferendosi all’estromissione degli assessori leghisti, ma sottolineando la loro mancata sostituzione. «Così continua il valzer dei contatti e degli scontri nelle stanze del Palazzo, senza dare ancora una risposta chiara alla città sulle ragioni della crisi», evidenzia De Santis, «e soprattutto sulla possibilità di portare a termine o meno con la stessa coalizione il mandato ricevuto dagli elettori nel 2017». Per De Santis si tratta solo di tatticismi, all’interno di una maggioranza che definisce «liquefatta», portati avanti senza la benché minima spiegazione né da una parte né dall’altra. «In questo balletto, incomprensibile e assurdo, la città vive un momento così difficile senza avere certezze riconoscibili nella guida amministrativa», conclude. «Gli stessi uffici comunali, con la crescente diffusione del Covid, sono privi perfino di termoscanner agli ingressi e dei dovuti controlli agli accessi delle sedi municipali. Forse è ora che tutti capiscano che non si può più giocare sulla pelle dei cittadini».
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