Biondi: «Liquidiamo Barbagallo e il festival lo facciamo da soli»
L’AQUILA. Liquidare le spettanze alla direttrice del Festival degli Incontri, Silvia Barbagallo «per il lavoro svolto finora» e affidare l’evento a un Comitato di saggi, coinvolgendo le associazioni...
L’AQUILA. Liquidare le spettanze alla direttrice del Festival degli Incontri, Silvia Barbagallo «per il lavoro svolto finora» e affidare l’evento a un Comitato di saggi, coinvolgendo le associazioni culturali cittadine. Il sindaco Pierluigi Biondi va avanti per la sua strada. E rilancia una proposta al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, «che spero di incontrare presto»: spostare il Festival alla primavera del prossimo anno, «per avere il tempo di lavorarci su e allestire un programma di spessore» e prevedere un grande evento di chiusura per il 6 aprile 2020, a conclusione del decennale. Accantonata l’idea di un Festival a gestione Barbagallo, dopo le furiose polemiche tra la direttrice e il primo cittadino, consumate anche sulla stampa nazionale, Biondi vuole riprendersi l’iniziativa lasciando la scena alle istituzioni culturali aquilane «con le quali ho avuto già un proficuo incontro», dice. «Al momento non c’è un programma definito, tutto sembra lasciato al caso», afferma il sindaco, «pertanto ho raccolto la disponibilità delle associazioni culturali aquilane, che tra l’altro, in risposta a una mia lettera, mi hanno confermato di non essere state coinvolte o di essere state coinvolte all’inizio, ma poi non se ne è fatto più nulla. Con loro vogliamo riprendere in mano questo progetto. Liquidiamo le spettanze a Barbagallo per il lavoro già svolto e facciamo un Comitato dei direttori artistici delle istituzioni culturali o un Comitato di saggi o garanti, che possa utilizzare questi soldi. Settecentomila euro», ribadisce Biondi, «sono una somma molto importante, con cui si può fare un festival di altissimo livello». Biondi pensa anche al coinvolgimento delle nazioni finanziatrici della lista di nozze del G8 «così com’era scritto nella prima bozza del Festival degli Incontri. Non è detto che i soldi vadano spesi entro il 31 dicembre di quest’anno: l’evento potrebbe essere spostato alla prossima primavera, con una conclusione in grande stile», afferma, «il 6 aprile 2020, a chiusura del decennio post-sisma». Le idee in campo sono diverse: concerti e spettacoli con artisti di fama internazionale, «che provengono dai Paesi amici, che ci hanno già teso la mano dopo il sisma. Penso a un grande pianista francese, a un violinista russo. Potremmo fare iniziative con il teatro tedesco». In tutto questo, sarà centrale la capacità culturale delle istituzioni aquilane. Biondi dà lo stop anche alla polemica politica: «Ora basta», conclude, «scansiamo la politica e guardiamo la città».
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