Biondi: «Pet necessaria per il nostro ospedale»

21 Luglio 2019

Il sindaco sollecita la Regione per l’acquisto dell’importante strumento utile alla Medicina nucleare per individuare e valutare la dimensione dei tumori

L’AQUILA. «L’ospedale San Salvatore ha di fronte a sé l’opportunità straordinaria di dotarsi di un macchinario fisso per la Pet-Tc. Una notizia importante per la città dell’Aquila e quanti hanno necessità di ricorrere a cure sanitarie attraverso questo dispositivo».
Il sindaco del capoluogo d’Abruzzo, Pierluigi Biondi, sollecita l’acquisto e l’installazione della macchina all’ospedale aquilano. Anche in qualità di presidente del Comitato ristretto dei sindaci della provincia aquilana.
«Le strutture interne dell’ospedale hanno concluso tutte le attività propedeutiche e l’unico tassello mancante è quello dell’autorizzazione da parte della Regione», spiega il sindaco Biondi, «e a tele proposito, in qualità di presidente del Comitato e raccogliendo l’invito del direttore dell’Unità operativa complessa di Medicina nucleare, Massimo Di Pietro, ho richiesto all’ente regionale di procedere al rilascio del consenso necessario all’acquisto dell’apparecchiatura».
«Attualmente le attività di cura vengono svolte all’interno di un container mobile esterno al San Salvatore e le terapie sono garantite grazie all’abnegazione, la professionalità e lo spirito di servizio del personale sanitario. Medici e operatori hanno necessità di infrastrutture adeguate, per continuare a garantire prestazioni efficienti ai cittadini. La condizione è imprescindibile», sottolinea il presidente del Comitato ristretto dei sindaco, «affinché il presidio ospedaliero del capoluogo d’Abruzzo mantenga gli alti standard qualitativi nell’erogazione di servizi essenziali e venga ridotto il dato relativo alla mobilità passiva di pazienti aquilani e delle aree interne».
Ma che cos’è la Pet Tc e perché è così importante?
«La Pet (Positron emission tomography, Tomografia a emissioni di positroni) è una metodica di diagnostica per immagini che consente di individuare precocemente i tumori e di valutarne la dimensione e la localizzazione. L’esame si basa sulla somministrazione di radiofarmaci, caratterizzati dall'emissione di particelle chiamate “positroni”», spiegano gli specialisti.
L’esame non è né doloroso – se non la puntura dell’iniezione per introdurre il farmaco – né pericoloso per quanto riguarda la radioattività.
Le indagini di Medicina Nucleare, come la Pet, prevedono la somministrazione di una piccola quantità di una sostanza radioattiva (radiofarmaco), al fine di indagare le caratteristiche funzionali degli organi e degli apparati nei quali il radiofarmaco si localizza. Dopo essere stato somministrato per via endovenosa, il radiofarmaco si distribuisce nel corpo del paziente, permettendo di ottenere delle immagini diagnostiche, interpretate dai medici specialisti.