Biondi: «Siamo uniti per vincere»

Pagano (FI) lancia il candidato sindaco: «Insieme ce la faremo, separati sarebbe stato un suicidio». Lunedì c’è la Meloni
L’AQUILA. L’immagine del parterre nella sala conferenze Rivera di Palazzo Fibbioni, è di quelle destinate a fare storia: l’intero centrodestra insieme. Al centro Pierluigi Biondi, candidato sindaco; il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano; il senatore salviniano Paolo Arrigoni.
LARGO A GIOVANI... E NON. Poi i giovani che si affacciano alla politica da pochi anni, come Alessio Ciccone, di Prima L’Aquila, e Antonio Pensa, portavoce del movimento L’Aquila futura. E una donna, Annamaria Bonanni, fedelissima di Gianfranco Rotondi (Rivoluzione cristiana).
E “vecchi leoni”, come il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia-An, Etelwardo Sigismondi; il commissario comunale Udc, Luciano Bontempo; e Corrado Ruggeri, coordinatore comunale di L’Aquila città aperta. Un’immagine storica, intorno al tavolo delle conferenze, teatro del debutto del centrodestra, riunito per la prima volta dopo 15 anni e agguerrito «per sconfiggere quel sistema di potere» e di «relazioni distorte», è stato detto, «maturate nel governo di centrosinistra, che ha piegato la città in 10 anni di amministrazione Cialente, con una ricostruzione schizofrenica».
MESSAGGIO CHIARO. Il centrodestra ha voluto dare un messaggio univoco di rottura contro il «solito, vecchio meccanismo politico clientelare del centrosinistra», un modo di far politica che Biondi e la sua coalizione vogliono rompere in modo netto, «non come sta facendo il centrosinistra, che tenta di ripulirsi la faccia con l’operazione-Di Benedetto, ma in realtà schierando lo stesso sistema politico di sempre», ha ribadito Ciccone. «Unione necessaria al di là delle personali aspirazioni», ha spiegato Pagano, «perché il centrodestra vuole vincere, andare separati sarebbe stato un suicidio». Ecco il senso del «granello che rompe il meccanismo», come recita la scritta nei manifesti giganti che ritraggono Biondi stringere tra il pollice e l’indice, a mo’ di pugno, un granello colorato. Superata la confusione iniziale, ringraziati il «nobile» capogruppo comunale di Forza Italia, Guido Quintino Liris («che ha fatto un passo indietro per lealtà e amicizia») e quello di Noi con Salvini, Luigi D’Eramo, adesso si deve partire con «liste forti, più forti possibile» e un programma concreto.
IL SOGNO BIONDI. «Il centrodestra non ha nulla da dimostrare», ha ribadito Biondi a una platea di un centinaio di persone plaudenti; tra loro anche Fabrizio Di Stefano, Luca Ricciuti, Vito Domenici, Giorgio De Matteis, Emanuele Imprudente, Daniele Ferella e Luigi D’Eramo. «Fino al 2014 la ricostruzione è avvenuta con i soldi stanziati da Berlusconi», ha chiarito Biondi, «altro che le ristrettezze dei governi di sinistra, che hanno erogato a costo di proteste e fasce riconsegnate». Da oggi, per Biondi, è il momento di prendere a conquistare i voti «casa per casa», con un programma «che fornisca una risposta ai problemi, riporti la contentezza, la voglia di vivere, rilanci l’economia e sostenga i commercianti, contro lo spopolamento e la disgregazione sociale». E poi, nello “zaino” del programma anche «lavoro, sicurezza, welfare, rilancio delle frazioni e delle periferie. Abbiamo il sogno di una città inclusiva e felice», ha detto il candidato sindaco. Le liste? Di certo ci saranno Liris e D’Eramo. A sostenere Biondi lunedì, alle 11,30, sarà all’Aquila la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
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