Biondi: sulle tasse da restituire riapriamo il dialogo con Tajani

Il sindaco: stiamo lavorando sul fronte legale e politico Non invieremo l’elenco delle aziende al commissario
L’AQUILA. Il comune dell'Aquila, per il momento, non invierà al commissario straordinario, Maria Margherita Calabrò, l'elenco delle attività produttive che hanno beneficiato della sospensione delle tasse. Aspetterà che venga ratificata la nomina, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Il sindaco, Pierluigi Biondi, sulla questione, non molla. Sabato ha scritto a tutti i sindaci dell'Aquilano, spiegando che «la lettera ricevuta dalla Calabrò è solo un primo avviso. Pertanto, non è obbligatorio fornire i dati subito».
In realtà, è già ripartita, con più vigore, l'azione di pressing sull'Europa per ottenere «un ripensamento sulla decisione di considerare gli sgravi ricevuti dopo il terremoto al pari di aiuti di Stato, che vanno quindi a violare le regole della libera concorrenza dei mercati».
«La vicenda non è chiusa, tutt'altro», dice Biondi, «abbiamo già preso contatti con il presidente della Commissione europea, Antonio Tajani».
NIENTE ELENCHI. «Ho già informato tutti i sindaci», spiega Biondi, «che quella inviata dal commissario è una lettera preventiva, per avvisarli della procedura che scatterà appena la nomina verrà ufficializzata. Sarà quello il momento in cui la Calabrò richiederà tutti i dati alle amministrazioni per un controllo incrociato sulle partite Iva e sulle aziende del territorio. Come comune continueremo a coordinare, insieme alla Regione e alle associazioni di categoria, l'attività di monitoraggio. Non molleremo questa partita, che per il territorio è troppo importante».
DOPPIA STRATEGIA. I numeri sono noti: 125 aziende saranno chiamate a restituire le tasse sospese. Numero che potrebbe salire a 341, come da elenco fornito dal commissario che ha preso in considerazione anche le imprese che hanno ottenuto sgravi dai 100mila euro in su. «Stiamo perseguendo una doppia strategia», spiega il sindaco, «alla linea giuridica, con la preparazione dei ricorsi, si somma quella politica. È di questi giorni la riapertura dell'interlocuzione con l'Europa, in particolare con Tajani: riteniamo che quelli di cui hanno beneficiato le aziende aquilane non possano, in alcun modo, essere considerati aiuti di Stato. A questo si aggiunge la richiesta di elevare la soglia del de minimis a 500mila euro, considerandola come franchigia. Questo ridurrebbe di molto la platea delle imprese interessate».
AZIENDE PUBBLICHE. Nell'elenco stilato dal commissario non ci sono solo società private. «Il Comune è coinvolto con le municipalizzate. Dimostreremo che le stesse sono affidatarie di un servizio in house», sottolinea Biondi, «non possono, pertanto, alterare in alcun modo il mercato della libera concorrenza».
NODO EUROPA. È tutto lì il nodo: nello zoccolo duro dell'Europa, che sulla restituzione delle tasse, da parte delle imprese del cratere aquilano, non vuole sentire ragioni. «Ripartiremo dal dialogo con l'Ue», conclude Biondi, «cercando di strappare un consenso che annulli la mannaia che rischia di abbattersi sul sistema economico locale». Comune, Regione e associazioni di categoria stanno perseguendo anche la strada legale, con un doppio ricorso al Tar, contro la nomina del commissario e la decisione della Comunità europea.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

